Guida per il passeggiere dilettante di pittura, scultura, ed architettura nella città di Pisa fatta dal cavaliere … nobile della città di San Sepolcro dedicata all’Eccelsi, ed Illustrissimi Sigg. Priori, e Magistrato della suddetta città di Pisa

Autore: TITI, Pandolfo (1696-1765)

Tipografo: Filippo Maria Benedini

Dati tipografici: Lucca, 1751

Formato: in ottavo

La prima guida artistica di Pisa

In-8vo (mm. 152x95). Pp. XXX, (2), 352. Segnatura: * -**8 (**8 bianca) A-Y8. Frontespizio stampato in rosso e in nero, capilettera xilografici. Esemplare lievemente ed uniformemente brunito. Graziosa legatura coeva in bazzana marmorizzata, dorso a cinque nervetti riccamente decorato in oro con duplice tassello recante titolo e data di pubblicazione, tagli spruzzati, risguardi in carta marmorizzata (piccola mancanza alla cuffia inferiore, qualche spellatura). Al contropiatto etichetta con segnatura manoscritta e tracce di ex-libris rimosso. Timbro in inchiostro blu al margine inferiore del frontespizio recante l'iniziale “S.”  Note manoscritte al margine di alcune carte. Esemplare genuino ad ampi margini.

RARA PRIMA EDIZIONE (prima tiratura senza la correzione al secondo rigo di c. T4r) della prima guida artistica dedicata alla città di Pisa. La Guida del Titi (o Tidi, come lo si trova citato talvolta) può essere considerata come la prima guida di Pisa nel senso moderno del termine. La città costituì una delle principali tappe toscane del Grand Tour settecentesco e vide un notevole afflusso di visitatori anche per buona parte del secolo successivo. L'itinerario proposto dall'autore risulta ampio e dettagliato e rappresenta un valido esempio per tutta la letteratura di genere successiva. Il Titi, nativo di Borgo Sansepolcro, si legò alla città di Pisa in virtù della sua appartenenza all'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefanoa partire dal 1726.

“Anche Pisa non possiede alcuna antica letteratura; la sua guida di Pandolfo Titi è del 1751; è ben fatta e inizia non indegnamente la notevole attività archeologica di questa città così importante per gli amici dell'antichità” (Schlosser Magnino, p. 545).

Catalogo unico, IT\ICCU\RMLE\007348; Schlosser Magnino, p. 591; Fossati Bellani, 3231; Moreni II, p. 393.


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