Recherches historiques et politiques sur les États-Unis de l'Amérique septentrionale, où l'on traite des établissemens des treize colonies, de leurs rapports & de leurs dissentions avec la Grande-Bretagne, de leurs gouvernement avant & après la revolution, &c. par un citoyen de Virginie. Avec quatre lettres d'un bourgeois de New-Heaven sur l'unité de la législation. Première [-quatrieme] partie. À Colle, et se trouve à Paris, chez Froullé

Autore: MAZZEI, Filippo (1730-1816)

Tipografo: Jacques François Froullé

Dati tipografici: Paris, 1788


Four parts in three volumes, 8vo (198x126 mm). [4], xvi, 383, [1: errata]; [4], 259, [1 blank]; [4], 292 pp.; [4], 366 pp. Woodcut initials, head- and tail-pieces. Contemporary moucheté calf gilt, lettering pieces on the spines (worn and rubbed). Lightly uniformly browned, some foxing and staining.

First edition of this important and detailed work on the American Revolution. The author, the physician and philosopher Filippo Mazzei, descendant of a noble Tuscan family of winegrowers, emigrated to Virginia in 1773 to introduce the cultivation of olive trees and vines to the United States. At the Monticello estate, he personally met Thomas Jefferson, who was influenced by the ideals of freedom and equality expressed by Mazzei. This work traces the history of the American colonies and the causes of the revolution, describing the American economic and governmental system and addressing the issues of slavery and Native Americans. Conceived as a response to the denunciation of colonialism by G.-T. Raynal Histoire philosophique et politique des établissements et du commerce des Européens dans les deux Indes, 1770) and G. Bonnot de Mably (Observations sur les lois et le gouvernement des États-Unis d'Amérique, 1784), the treatise was approved by Jefferson himself and contains, on p. 217 of the third part, the first printed appearance of an important contribution by Anne Robert Jaques Turgot, namely the Reflexions rédigées à l'occasion du Mémoire sur la manière dont la France & l'Espagne doivent envisager les suites de la querelle entre la Grande-Bretagne & ses Colonies. Mazzei was also assisted in the drafting of the work by Condorcet, to whom we owe the Quatres lettres sur l'unité de la legislation, as well as the Reflexions touchant l'influence de la Revolution de l'Amerique sur l'Europe (in the appendix to the fourth and final part).

“Le seul livre de ce temps qui contienne sur les États-Unis un ensemble de renseignements entièrement exacts, est le gros ouvrage de Mazzei […] Cet énorme ouvrage en 4 tomes est la réfutation méthodique et soigneuse de toutes les erreurs que l'on colportait ou que l'on avait écrites sur les États-Unis […] Son livre […] prouve encore que, si l'on avait voulu, on aurait pu avoir alors en France une connaissance fort exacte des États-Unis, de leurs conditions sociales, politiques et morales. Mazzei réfute successivement Hilliard d'Auberteuil, l'illustre Mably, le grand Raynal et les journaux” (B. Faÿ, Bibliographie des ouvrages français relatifs aux Etats-Unis 1770-1800, Paris, 1923, p. 65).

“Nel gennaio del 1788, dopo una lunga fase di redazione e alcuni rinvii da parte dell'editore J.-Fr. Froullé dovuti alle obiezioni dei censori (il testo era in gran parte pronto alla fine del 1786), il Mazzei pubblicò le Recherches historiques et politiques sur les États-Unis de l'Amérique septentrionale. L'opera intendeva reagire alle imprecisioni, talvolta ritenute tendenziose, contenute nelle numerose opere sugli Stati Uniti pubblicate in Francia durante la guerra d'indipendenza e dopo la conclusione della pace nel 1783. Nella raccolta del materiale necessario e nell'elaborazione della tesi complessiva aiuto e approvazione vennero da Jefferson, impegnato contemporaneamente nella stesura delle Notes on the State of Virginia, destinate inizialmente alla circolazione manoscritta. Analogie di argomentazione accomunano quindi le Recherches del Mazzei agli scritti, privati e pubblici, di Jefferson degli anni Ottanta. Contro Mably Mazzei ribadiva che i coloni americani non erano mai stati soggetti alla sovranità della madrepatria, cui erano legati piuttosto da legami di alleanza e continuità istituzionale. L'indipendenza era quindi l'esito di un processo di maturazione e di riconoscimento dei difetti insiti nel sistema politico inglese. Esisteva, secondo Mazzei, una concordia di interessi tra i vari gruppi sociali perché mancavano le distinzioni basate sulla nascita: i poveri non costituivano una classe condannata alla miseria, ma potevano accedere alla prosperità con il loro lavoro ed esercitare una funzione di controllo politico. La libertà di stampa e di religione garantiva un futuro di libertà, perché ogni disegno d'oppressione sarebbe necessariamente fallito. Il quadro di maturità politica degli Americani descritto nella confutazione delle Observations di Mably si completava con la polemica verso l'opera di Raynal. Gli errori materiali nella descrizione della natura americana vi erano corretti minuziosamente, in particolare quelli relativi alla presunta degenerazione di piante, uomini e animali che Raynal riprendeva da C. de Pauw (Recherches sur les Américains, Berlin 1768). Secondo Mazzei, l'alleanza tra gli Americani e la monarchia francese non incideva sulla politica interna dei due Stati: gli Stati Uniti erano parte legittima del sistema diplomatico internazionale. Nel primo e nel quarto volume delle Recherches Mazzei fornì una dettagliata descrizione delle istituzioni americane, mostrando predilezione per mandati di breve durata ai deputati e per il monocameralismo, sostenendo la necessità del suffragio universale maschile per assicurare la tutela dei diritti naturali e polemizzando con ogni forma di anglofilia. I conflitti tra i tre poteri e il rispetto della Costituzione dovevano essere composti da una magistratura apposita, ispirata ai censori della Pennsylvania. Mazzei trattò infine le questioni aperte della società e della politica americane. Temi come gli orientamenti filomonarchici di una parte della classe dirigente, l'inflazione provocata dall'emissione di carta moneta, le pressioni centrifughe nei territori di più recente insediamento, l'opportunità di aprire nuovi rapporti commerciali con la Francia erano affrontati dal Mazzei con l'intento palese di rafforzare il prestigio internazionale della repubblica. Egli non nascondeva tuttavia l'esistenza di problemi reali, come la schiavitù, nei cui confronti assunse una posizione di prudente critica raccomandando di rimandare la liberazione degli schiavi e di impedirne l'introduzione dall'estero. Un cauto umanitarismo informava anche il suo atteggiamento verso i pellerossa indigeni, mentre traspare una certa ostilità verso la nuova costituzione federale, resa pubblica poco prima della pubblicazione delle Recherches e discussa in un capitolo aggiunto all'ultimo momento” (cf. E. Tortarolo, Mazzei, Filippo, in: “Dizionario Biografico degli Italiani”, vol. 72, Rome, 2008, s.v.).

Sabin, 47206; Leclerc, 957; Howes, M456; Monaghan, 1052; Muller, 1612; Faÿ, pp. 24-25; Echeverria & Wilkie, 788/65; Echeverria, p. 124; Einaudi, 3807; INED, 3119.


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