Tragedie di Vittorio Alfieri da Asti. Volume primo [-terzo]

Autore ALFIERI, Vittorio (1749-1803).
Tipografo Vincenzo Pazzini Carli e Figli
Dati tipografici Siena, 
Prezzo 16.800,00
Tragedie

ECCEZIONALE ESEMPLARE DI DEDICA DELL'ALFIERI ALLA MARCHESA PAOLA LITTA CASTIGLIONI

Tre volumi in 4to (mm. 209x144). Pp. [2], 216, [6], 219-316, [6], 321-423, [3]; 331, [1]; 314, [2]. Segnatura: π²(-π2) A-F8 G6 H-N8 O6 χ2 P-T8 U12 X-Cc8 Dd6; A-E8 F12 G-M8 N12 O-T8 V6; A-F8 G6 H-V8.  Manca la carta bianca O1 nel terzo volume. Ognuna delle Tragedie reca al margine la numerazione dei versi e in fine l'indicazione del numero complessivo dei versi.Piena bazzana coeva, dorso a cinque nervetti con decorazioni in oro negli scomparti, titolo in oro su tassello verde, tagli rossi, risguardi in carta colorata (lievi abrasioni ai piatti, cerniere un po' consunte, piccoli forellini di tarlo ai dorsi, minimi restauri alle cuffie superiori dei tre volumi).Piccolo segno di tarlo al margine inferiore del risguardo anteriore del primo volume e delle quattro carte successive, che tuttavia rimane ben distante dal testo; piccoli fori di tarlo al margine esterno delle ultime quindici carte e del risguardo posteriore che non interessano il testo; taglio verticale (mm 106) al recto di c. M3 nel primo volume; piccolo segno di tarlo al margine superiore del risguardo anteriore e dei fascicoli A e B del terzo volume, che si riduce progressivamente e che non interessa mai il testo; segni di bruciatura al margine superiore delle pp. 165-226 nel terzo volume che non toccano il testo. Nel complesso ottima copia fresca e marginosa.

Provenienza.

Vittorio Alfieri alla marchesa Paola Litta Castiglioni (1751-1846; dedica autografa alla carta di guardia anteriore del Volume Primo ‘All'amabilissima Marchesa Castiglioni. L'Autore'); nota di possesso di Paola Litta Castiglioni (‘Paola Castiglioni nata Litta') alla medesima carta, e ripetuta alla carta di guardia anteriore del Volume Terzo); successivamente i volumi furono donati dalla Castiglioni al sacerdote Antonio Maria Formenti (nota di possesso alla carta di guardia anteriore del primo volume, ‘Ora del Prete Antonio Maria Formenti per dono della soprallodata Dama').

Paola Litta Visconti Arese in Castiglioni nacque a Milano nel 1751 dal marchese Giulio Pompeo Litta e da Elisabetta Visconti. Nel 1769 andò in sposa al marchese Giuseppe Castiglioni Stampa. Viaggiò a lungo in Italia, in Francia ed in Inghilterra. Fu donna colta e figura in vista nell'aristocrazia milanese della fine del ‘700. Viene ricordata per il suo spirito e per il suo celebre salotto, frequentato tra gli altri da Parini, Alfieri, Manzoni e Byron. Morì a Milano nel 1846. Parini, in particolare, pare usasse sottoporre al giudizio della nobildonna le sue opere prima della pubblicazione. Il poeta inoltre celebrò la Castiglioni in due odi La recita dei versi e Il dono

RARISSIMA PRIMA EDIZIONE delle Tragedie alfieriane, in uno straordinario set di volumi donati da Alfieri alla nobildonna milanese Paola Litta Castiglioni.

“Rarissima edizione, tirata in pochi esemplari, difficile a trovarsi completa” (Bustico). L'edizione contiene dieci tragedie: Filippo, Polinice, Antigone, Virginia, Agamennone, Oreste, Rosmunda, Ottavia, Timoleone e Merope.

L'epistolario alfieriano offre preziose informazioni sulle vicende editoriali delle Tragedie, stampate nella tipografia senese di Vincenzo Pazzini Carli, nonché sulla distribuzione dei volumi destinati in dono da Alfieri a membri della famiglia, amici e personaggi influenti, come nel caso del set qui offerto.

Il primo accenno alla pubblicazione delle Tragedie, e in particolare del primo volume -contenente Filippo, Polinice, Antigone e Virginia, la cui stampa fu seguita dall'amico senese Francesco Gori Gandellini- è presente in una lettera al bibliotecario parmense Paolo Maria Paciaudi, inviata il 7 marzo 1783 da Roma, città in cui Alfieri si era recato per offrire una copia del volume a Pio VI. Nel mese di luglio Alfieri soggiornò a Milano, dove frequentò assiduamente la marchesa Paola Castiglioni (1751-1846), figlia del marchese Giulio Pompeo Litta e di Elisabetta Visconti, e dal 1769 moglie del marchese Giuseppe Castiglioni Stampa. Colta, brillante e grande viaggiatrice, Paola fu personaggio di rilievo nella Milano del tardo Settecento, e fu proprio nel suo celebre e raffinato salotto che Alfieri poté incontrare noti esponenti dell'ambiente intellettuale della città, tra cui Pietro Verri, il matematico Paolo Frisi e Giuseppe Parini, “originalissimo autore del Mattino” (V. Alfieri, Vita, I, p. 240). Durante tale soggiorno Alfieri fece personalmente omaggio alla Marchesa del primo volume delle Tragedie, apponendovi al foglio di guardia la dedica autografa ‘All'amabilissima Marchesa Castiglioni. L'Autore', una formula che richiama quella usata nell'esemplare del Volume Primo donato alla madre Monica Marianna Maillard di Tournon, anch'essa firmata da ‘L'Autore' (cfr. V. Alfieri, Lettere inedite alla madre, p. 17).

Nell'agosto del 1783 fu avviata a Siena la stampa del secondo volume, comprendente le tragedie Agamennone, Oreste e Rosmunda, e le cui operazioni furono questa volta supervisionate dallo stesso Alfieri, che più volte espresse la propria insoddisfazione nei confronti di Pazzini, tanto da scrivere al tipografo di ben altra levatura Giambattista Bodoni, di maledire “ogni giorno [...] d'essere nelle mani di Stampatore così inetto come questo, che non le servirebbe a lei per spazzare la sua stamperia” (V. Alfieri, Epistolario i, n. 77, p. 159). Il 31 agosto Alfieri comunicò all'amico milanese Frisi l'imminente pubblicazione del volume -stampato come il primo in una tiratura di circa 500 copie- dando anche precise indicazioni riguardo alla distribuzione delle copie di dono:

“nel corrente di Settembre saranno spediti in Milano 40 esemplari del secondo volume delle mie tragedie; di cui le manderò la lista di quelli, ch'ella si deve compiacere di regalare in nome mio: dei rimanenti mi farà grazia poi di darli a un librajo costà per venderli al prezzo che verrò indicato” (Epistolario, I, n. 78, p. 163).

La lista riporta i nomi di diciannove figure di spicco della Milano del tempo. Tra essi, oltre a Parini, Verri e lo stesso Frisi, la marchesa Paola Castiglioni:

“Milano Totale 40-20 da darsi: La Cicogna. Verri. Bonavia. Frizi. la Soncino. la Castiglioni. Parini, Niltkech. Lita (due). Duchessa Serbelloni. Riario. Minin Pallavicini. Padre Soave. Abbate Villa. la Bilia. D'Alembert. Landriani. Lambertenghi. Soderini di Venezia” (A. Barolo, Le carte alfieriane di Montpellier ad Asti, p. 655).

I quaranta esemplari partirono da Siena per Milano il 15 settembre, e nei primi giorni di ottobre venti di essi furono distribuiti da Frisi come da istruzioni ricevute, compresa quindi la copia di dono destinata a Paola Castiglioni, circostanza che spiega l'assenza nel volume della dedica di Alfieri. Frisi si fece anche carico  delle spese doganali, e il 17 ottobre Alfieri espresse la sua gratitudine all'amico, aggiungendo che “Ella si potrà rimborsare dello speso sulla vendita degli esemplari rimanenti, il di cui prezzo è di paoli 6 ciascuno” (Epistolario, I, n. 84, p. 172).

Più sofferte le vicende editoriali del terzo e ultimo volume, comprendente le tragedie Ottavia, Timoleone e Merope. Nonostante la stampa si fosse conclusa alla fine del 1783, a pochi mesi di distanza da quella del Volume Secondo, le copie rimasero nel magazzino dei Pazzini fino al gennaio del 1785. Le ragioni di un tale ritardo nella distribuzione sono ancora incerte, ma vi poterono  contribuire sia l'assenza da Siena di Alfieri- residente nel corso del 1784 per lo più a Londra, Parigi e Colmar -sia l'improvvisa morte, nell'estate dello stesso anno, del fedele amico Gori, che avrebbe dovuto seguire le fasi finali di produzione.

Solo il 17 gennaio del 1785 Alfieri poté dare disposizioni circa l'invio degli esemplari di dono del tanto atteso Volume Terzo, pregando un altro amico senese, il letterato Mario Bianchi, di procedere alla spedizione di quelli “di Lombardia, Torino, Milano, Venezia, Bologna ecc., perché stanno più tempo per strada” (Epistolario, I, n. 103, p. 212). La lettera contiene anche interessanti dettagli sulle legature dei volumi, che Alfieri prega “di farle fare tutte per l'appunto come s'è praticato nei due volumi precedenti” (ivi, p. 213). Anche in tale occasione, Alfieri inviò una lista con i nomi dei destinatari delle copie di dono, oggi non più conservata, ma nella quale certamente era compreso il nome di Paola Castiglioni.

Come già osservato nel caso del Volume Secondo, il libro fu inviato alla Castiglioni direttamente da Siena, privo quindi della dedica autografa di Alfieri. Fu però la Marchesa a apporre anche in questo volume la nota di possesso ‘Paola Castiglioni nata Litta', a impreziosire questo straordinario set di volumi, legati in modo uniforme così come voluto da Alfieri per sottolineare la continuità di una iniziativa editoriale che, avviata all'inizio del 1783, si era potuta concludere solo nel gennaio del 1785, per colpa- così scrive Alfieri a Bianchi -delle “solite negligenze Pazzine”, una travagliata stampa affidata incautamente a dei tipografi a cui occorrerebbe in realtà “insegnar [...] a fare, e sapere il loro mestiere” (Epistolario, I, n. 106, p. 222).

Non si sono rinvenute notizie sul ‘Prete Antonio Maria Formenti', a cui Paola Castiglioni destinò, in tempi successivi, i volumi. Interessante comunque notare che Giuseppe Parini -che già nel 1783 aveva celebrato la Marchesa nell'ode La recita dei versi- nel 1790 le indirizzò Il dono, ode composta quale ringraziamento per l'omaggio ricevuto da donna Paola dell'edizione delle Tragedie alfieriane stampata a Parigi da Didot tra 1787 e il 1789. La nobildonna pare quindi fosse usa a donare a sua volta le opere di Alfieri.

Bustico, Bibliografia di Vittorio Alfieri, 1; Gamba 2527; V. Alfieri, Lettere inedite alla madre, a Mario Bianchi e a Teresa Mocenni, a cura di I. Bernardi e C. Milanesi, Firenze 1864; A. Barolo, Le carte alfieriane di Montpellier ad Asti, in: “Convivium”, VIII, 1936, pp. 613-696; Idem, Alfieri inedito nell'Archivio Civico di Asti, ivi, IX, 1937, pp. 361-421; C. Jannaco, Per l'edizione critica delle “Tragedie” di Alfieri, in: “Annali alfieriani”, 2, 1943, in part. pp. 198-199; V. Alfieri, Vita scritta da esso, a cura di L. Fassò, Vol. I, Asti 1951, pp. 240-245; C. Jannaco, Introduzione a V. Alfieri, Tragedie, Vol. I, Asti 1952, pp. ix-lxvii; V. Alfieri, Epistolario. Vol. I (1767-1788), a cura di L. Caretti, Asti 1963.

Per la redazione della scheda si ringrazia la Dott.ssa Margherita Palumbo, membro della Bibliographical Society di Londra.

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