L'ottica delle oscillazioni elettriche. Studio sperimentale sulla produzione di fenomeni analoghi ai principali fenomeni ottici per mezzo delle onde elettromagnetiche

Autore: RIGHI, Augusto (1850-1920)

Tipografo: Nicola Zanichelli

Dati tipografici: Bologna, 1897


In 8vo (mm. 230x150). Pp. [4], VII, [1 bianca], 254, [2]. Con 38 illustrazioni nel testo. Legatura posteriore in mezza pelle con punte e titolo in oro, brossure editoriali conservate (strappi e mancanze). Al contropiatto anteriore ex-libris di Giorgio Tabarroni. Prima carta leggermente staccata, lieve brunitura uniforme.

 

Rara prima edizione di questo importante testo di elettromagnetismo, nel quale l'autore raccolse i risultati dei suoi esperimenti. Questi dimostrano come le onde di Hertz non solo interferiscono le une con le altre e possono essere riflesse, ma sono anche soggette alla diffrazione, all'assorbimento e alla duplice rifrazione al pari delle onde dello spetto visibile.

A differenza di Marconi, che era a conoscenza dei suoi studi e che in quegli stessi anni andava studiando i risultati di Hertz sulle onde elettromagnetiche per poterle applicare alla telegrafia senza fili, Righi affrontò le scoperte hertziane in relazione alle leggi dell'ottica classica. Per farlo senza dover utilizzare apparecchiature troppo ingombranti, egli ridusse la lunghezza d'onda a 26 mm, aprendo di fatto la via agli studi nel campo delle microonde.

Augusto Righi nacque e studiò a Bologna, laureandosi in ingegneria nel 1872. Assistente alla cattedra di fisica già dal 1871, tra il 1873 e il 1880 egli insegnò fisica presso la Scuola Tecnica, quindi nel novembre del 1880 ottenne la docenza di fisica sperimentale presso l'Università di Palermo. Tra il 1885 e il 1889 ricoprì la cattedra a Padova, prima di fare definitivamente ritorno a Bologna, dove fino alla morte fu professore dell'Istituto di Fisica dell'Università.

Righi fu un abilissimo costruttore di strumenti scientifici. Egli si occupò soprattutto di oscillazione delle onde elettriche, di raggi X e di telegrafia senza fili. Morì a Bologna nel 1920.

 

D.S.B, XI, pp. 460-461.


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