Nuovi versi di Giuseppe Giusti

Autore: GIUSTI, Giuseppe (1809-1850)

Tipografo: Tipografia di T. Baracchi successore di G. Piatti

Dati tipografici: Firenze, 1847

Formato: in sedicesimo

Copia di dedica

GIUSTI, Giuseppe(1809-1850). Nuovi versi di Giuseppe Giusti.Firenze, Tipografia di T. Baracchi successore di G. Piatti, 1847.

In 16mo (mm. 200x115). Pp. 96. Brossura editoriale a stampa. Freschissimo esemplare in barbe, lievissime fioriture e leggeri aloni al margine inferiore. Ex libris all'angolo superiore sinistro del piatto anteriore: “Ex libris Pieri Gerini N° 5613 Misc. LXXX”. Dedica autografa e firma dell'autore al margine superiore del frontespizio: “All'Amico Dottor Cosimo Vanni”.

EDIZIONE ORIGINALE, ASSAI RARA, dell'ultima raccolta fatta dal Giusti” (Parenti, Bibliografia di Giusti, pp. 64-66). “Benché porti la data del 1847, venne diffusa soltanto il 24 gennaio 1848” (Parenti, Rarità, II, 147-149).

(si offre insieme:)

EIUSDEM. Il congresso de' birri. Ditirambo. Firenze, Tipografia Baracchi successore di G. Piatti, 1847.

In 16mo (mm. 188x110). Pp. 17, [3]. Brossura editoriale a stampa. Aloni al margine inferiore, frontespizio lievemente brunito e con piccole macchie. Un po' sciolto.

PRIMA EDIZIONE. “La tiratura, come risulta dai registri dello stampatore, fu di 2000 copie che si esaurirono, rapidamente, quasi tutte in Firenze” (Parenti, Rarità, II, 144-145). “Il componimento poetico rappresenta un'assemblea di poliziotti in gran fermento per la mutazione dei tempi quand'ecco dalla piazza sale un suono di evviva alla Costituzione concessa dal principe, e i birri si sbandano, ingrugnati, spauriti” (Parenti, p. 238).

(si offre insieme:)

[EIUSDEM]. Versi. Bastia, Tipografia di Fabiani, 1845.

In 16mo (mm. 194x113). Pp. 252. Brossura muta coeva, titolo manoscritto al piatto anteriore. Minime mancanze al dorso, piatto anteriore parzialmente staccato, un po' sciolto. Freschissimo esemplare in barbe, lievissime fioriture. Piccolo forellino di tarlo al margine interno delle pagine 223-252, che tuttavia rimane ben distante dal testo. Timbro di possesso al frontespizio: “Dott. Vincenzo Alberti”.

RARA EDIZIONE di Bastia, in parte originale ed impressa in forma anonima, delle poesie del Giusti (la prima edizione dei Versi uscì a Livorno nel 1844). Quattro delle poesie figurano in prima edizione. All'interno è presente un sonetto manoscritto: “Sonetto di Giuseppe Giusti fatto poco prima della sua morte”.

Parenti, Rarità, II, 140; Parenti, Bibliografia delle Opere di G. Giusti, 23.

Originario di Monsummano Terme (PT), Giuseppe Giusti si trasferì a Pisa nel 1826 per studiare legge, laureandosi nel 1834, ma non esercitò mai la professione. Nel 1836 conobbeGino Capponi, con il quale strinse una profonda amicizia. Visse quasi sempre a Firenze, da dove i suoi Scherzi si diffusero. Partito poeticamente dalla tradizione giocosa toscana, approdò ben presto al mito della “paesanità”, intesa come aspirazione ad una vita lontana da falsità e da raffinatezze sociali, e legata invece alla schiettezza, alla limpidità e al romantico spregio per il troppo letterario.


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