Dispacci di S.E. Andrea Corner Proved: Gnãl da Mar 1679. Manoscritto in italiano su carta. [Venezia, inizi XVIII secolo]

Autore: CORNER, Andrea (1610-1686)

Tipografo:

Dati tipografici:

Formato: in folio

In folio (mm. 294x216). Pp. [2], 404 [recte 402], [2 bianche] + 1 carta di guardia. Errori di paginazione tra la p. 357 e la p. 363. Fascicolazione: I4+1 II- XLIX4 L6. COMPLETO. Iniziale e fregio calligrafico al titolo. Cartonato muto coevo con nervi passanti e titolo manoscritto al dorso (rotto uno dei nervi del piatto anteriore). Sul piatto anteriore i numeri in matita rossa “119 319”. Elegante scrittura cancelleresca in inchiostro marrone di ottima leggibilità. 22 linee per pagina. Filigrana: tre mezze lune. Lieve alone alle pp. 113-116, ma freschissima copia marginosa vergata su carta di grande qualità. Provenienza: famiglia nobile padovana vicina ai Corner.

COPIA DI LUSSO dei dispacci inviati al doge Alvise Contarini (1676-1684) a Venezia dal provveditore generale del mare Andrea Corner, che fu di stanza a Corfù dal giugno del 1677 al febbraio del 1680. La data 1679 nel titolo è senz'altro da considerarsi “more veneto” e si riferisce al febbraio del 1680.

Il volume si apre con una lettera preliminare indirizzata al doge, in cui il Corner accetta umilmente il prestigioso incarico di “Proveditor da Mar” offertogli dal senato, succedendo all'ormai malato ed anziano Antonio Priuli, benché, scrive, la notizia del suo trasferimento a Corfù gli sia stata data con un preavviso di soli 15 giorni. Corner chiede inoltre che il doge scriva al governatore della Dalmazia perché questi gli metta a disposizione una seconda galea, non essendo quella di Daniel Dolfin che già ha a disposizione, sufficiente per il trasporto di tutta la sua “robba da uso” e della famiglia.

Seguono poi ottantuno dispacci numerati 1-81 e disposti in ordine cronologico, tutti indirizzati al doge e spediti da Corfù, Zante, Cefalonia, Curzola, Canal di Viscardo (era così chiamato all'epoca il canale fra Itaca e Cefalonia) ed infine il Lido, tra il 5 giugno 1677 e il 5 febbraio 1679 “more veneto”, ossia 1680.

Chiude il volume un ultimo dispaccio, fuori numerazione, in cui il Corner riferisce al doge dell'incontro da lui avuto con l'ambasciatore francese, il quale sulla strada per Costantinopoli aveva fatto tappa a Cefalonia, ed alla fine del quale si firma “ritornato di Provd.r Genl da Mar”. Evidentemente il Corner era rientrato a Venezia nel gennaio del 1680 (il dispaccio 81 è datato “Di Galera dal Lido 17 Gennaro 1679”) e l'ultimo dispaccio, quello fuori numerazione e datato 5 febbraio 1679, fu scritto a Venezia.

Il Proveditor General da Mar, che risiedeva ufficialmente a Corfù, era responsabile delle provincie dello Stato da Mar e del mantenimento della flotta veneta, di cui era il comandante supremo in tempo di pace. In tempo di guerra veniva invece sostituito dal Capitano Generale da Mar con poteri più ampi. L'incarico aveva solitamente una durata di tre anni, ma in tempo di guerra la nomina di un nuovo Capitano Generale da Mar era spesso accompagnata anche dall'elezione di un nuovo Provveditore Generale.

Gli originali dei dispacci del Corner, inviati in qualità di provveditore negli 1677-1680, sono conservati presso l'Archivio di Stato di Venezia (IT ASVe 0040 010 005 32, vedi Capitano generale da mar Andrea Corner. Lettere, 1677-1679, volumi 3, redazione e revisione: Francesca Sardi, Piera Zanon, 2001; Annamaria Pozzan, 2007).

Benché proveniente da una famiglia patrizia che disponeva di poche ricchezze e non aveva mai ricoperto cariche di rilievo al servizio della Repubblica, grazie al sistema dell'estrazione Andrea Corner, a soli vent'anni, entrò nel 1630 a far parte del Maggior Consiglio. Fu l'inizio di una intensissima carriera che lo vide ricoprire molte tra le cariche più ambite e prestigiose all'interno del patriziato dirigente veneziano.

Nell'agosto 1646 venne eletto capitano di galeazza e, l'anno seguente, si segnalava per il soccorso portato a Tommaso Morosini, che in vista del Negroponte era stato assalito da 45 galee turche. Nell'ottobre 1649 è provveditore sopra le Galee dei condannati; dal 12 marzo 1649 all'11 marzo 1651 provveditore nell'isola di Zante e poi, sino al settembre, provveditore all'Armar. Al ritorno in patria entrò nel Consiglio dei pregadi e il 10 gennaio 1653 venne eletto provveditore generale e inquisitore delle tre isole del Levante, dove dovette fronteggiare una situazione molto tesa a causa delle lotte cruente tra le fazioni nobiliari e tra queste e i contadini del luogo. Il 15 gennaio 1654 venne eletto provveditore generale delle Armi nel regno di Candia. L'11 dicembre 1658 venne eletto provveditore generale in Dalmazia. Rientrato a Venezia, nel settembre del 1662 fu consigliere dei Dieci; nell'ottobre del 1662 e 1663 entrò nel Consiglio dei pregadi; il 4 ottobre 1663 venne eletto capitano generale da Mar. Nella commissione, rilasciatagli l'8 marzo 1664, il Senato, conferendogli poteri straordinari di vita e di morte su chiunque, gli ordinava di occuparsi della difesa del regno di Candia e di riconquistare il terreno perduto. Il 13 settembre 1667 fu provveditore all'Armar; nell'ottobre del 1667 e 1668 entrò nel Consiglio dei pregadi; il 14 giugno 1669 fu savio alla Mercanzia; il 14 luglio 1669 venne eletto podestà a Brescia. Al ritorno, nell'agosto 1671, fu consigliere dei Dieci e nell'ottobre del 1672 entrò nel Consiglio dei pregadi. Dal 21 dicembre 1672 al 20 dicembre 1673 fu provveditore all'Artiglieria; nell'agosto 1673 consigliere dei Dieci; nell'ottobre 1674 e 1676 consigliere dei Pregadi; il 29 settembre 1674 provveditore all'Armar; nell'ottobre 1675 consigliere dei Dieci e inquisitore di Stato; il 14 novembre 1676 savio alla Mercanzia.

Il 22 maggio 1677 venne eletto alla carica di provveditore generale da Mar. La guerra contro il Turco era stata da poco ripresa, e il Corner, cui il Senato, con la commissione del 29 maggio 1677, aveva conferito poteri vastissimi, si diresse a Corfù e il 5 luglio 1677 affrontò la flotta turca, costringendola a ritirarsi sulla costa di Butrinto. Nel corso del suo incarico, che durò trenta mesi, egli ebbe modo di constatare la grave inefficienza della flotta veneziana, “corpo [...] mal organizzato e [...] fuor di simetria”: il numero delle galee era eccedente, quello delle navi insufficiente e le galeazze “poco meno che inoffitiose”, mentre i corsari erano provvisti di vascelli veloci e ben muniti d'artiglieria. Egli consigliava, nella relazione presentata al suo ritorno, di diminuire il numero delle galee ed aumentare quello delle navi, il che avrebbe permesso una più sicura ed adeguata protezione del traffico mercantile, già da tempo illanguidito a causa dei frequenti attacchi dei corsari.

Il 28 aprile 1678 venne eletto procuratore di S. Marco; il 21 febbraio 1680 provveditore all'Armar; il 9 maggio 1680 provveditore sopra i Monasteri; il 21 gennaio 1682 provveditore sopra le Pompe. Il 5 maggio 1682 fu eletto deputato sopra le Fortificazioni in Terraferma e il Senato l'incaricò, assieme ad Andrea Valier e Francesco Morosini, di visitare le fortezze di Peschiera, Legnago, Orzinuovi e Crema. Il 20 maggio 1682 era savio alla Mercanzia; il 26 aprile 1684 savio alle Acque e il 15 luglio 1684 sovraprovveditore alle Pompe.

Andrea Corner morì a Venezia il 22 marzo 1686, colpito da “ebre e cattaro” (cfr. C. Povolo, Corner, Andrea, in: “Dizionario Biografico degli Italiani”, XXIX, 1983, s.v.).


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