La Nina pazza per amore / Comedia in Prosa / Posta in Musica / Dal Sig.r Giovanni Paijsiello / Parte Prima [-Seconda]. Dal Negozio di Carlo Carpanin Copista di Musica in Freseria Venezia, [ca. 1790-1810]

Autore: PAISIELLO, Giovanni (1740-1816)

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ELEGANTE MANOSCRITTO COEVO CONTENENTE LA PARTITURA COMPLETA DI UNA DELLE OPERE DI MAGGIOR SUCCESSO DI GIOVANNI PAISIELLO

Due volumi (mm. 302x216). Il primo volume è formato da 215 carte non numerate e si compone di 12 fascicoli numerati anticamente 1-13 (per un salto di numerazione). Fascicolazione: I16 II19 III21 IV22 V19 VI-VII14 VIII16 IX20 X6 XI17 XII31. Il volume secondo è formato da 168 carte non numerate e si compone di 8 fascicoli numerati anticamente 1/2-8/2. Fascicolazione: I10 II14 III20 IV24 V27 VI26 VII15 VIII32. I fascicoli sono molto eterogenei e comprendono spesso carte rimosse, di cui rimane solo la braghetta, e carte aggiunte ab origine dal copista, ma i volumi sono completi. Legatura uniforme in cartonato ricoperto di bella carta marmorizzata, etichette a stampa sui piatti (incollate erroneamente al contrario) con titoli manoscritti: “La Nina Parte Prima, No 52 Brunelli” e “La Nina Parte Seconda, No 53 Brunelli”. Minime spellature ai piatti e al dorso, piccola mancanza all'angolo di una carta con piccola perdita di pentagramma, una carta lievemente rifilata con lieve perdita di testo, insignificanti aloni su poche carte. Ottimo stato di conservazione sia della legatura che interamente. Molto fresco e genuino.

Si tratta di un esemplare manoscritto, elegantemente vergato dal copista veneziano Carlo Carpanin specializzato in musica, di cui in ICCU sono censiti altri quattro manoscritti, della partitura integrale dell'opera intitolata Nina o sia la pazza per amore, il cui libretto fu scritto da GiambattistaLorenzi (ca. 1720-1807) a partire dal testo italiano di Giuseppe Carpani (1752-1825) e la cui musica fu composta da Giovanni Paisiello. Il nome Brunelli, che compare nelle etichette sui piatti, si riferisce probabilmente al proprietario e committente della partitura.

L'opera venne rappresentata per la prima volta a Caserta, presso il Belvedere di S. Leucio, il 25 giugno del 1789 in occasione della visita della regina Carolina d'Asburgo a quella città. Come testimonia la prima edizione del libretto Nina o sia la pazza per amore. Commedia in un atto in prosa ed in verso per musica, tradotta dal francese (Napoli, Vincenzo Flauto, 1789), la prima versione dell'opera prevedeva un solo atto. A partire dalla seconda rapprentazione napoletana, che ebbe luogo presso il Teatro de' Fiorentini nel 1790 (il libretto fu stampato sempre dal Flauto in quello stesso anno), gli atti divennero due e furono anche aggiunti alcuni brani nuovi. Il presente manoscritto si rifà dunque a questa seconda versione dell'opera.

Il testo è tratto dal libretto di J. Marsollier intitolato Nine ou La folle par amour, che fu stampato e andò in scena per la prima volta a Parigi nel 1788 con musiche di N.-M. Dalayrac.

Di quest'opera sono censiti in ICCU diversi esemplari manoscritti della partitura, tra i quali anche la copia originale autografadello stesso Paisiello, che si conserva presso la biblioteca del conservatorio di musica San Pietro a Majella di Napoli.

Lorenzi fu attore, poeta e adattatore di drammi per musica, nonché accademico arcadico, attivo soprattutto a Napoli. “Forse fu proprio per interessamento di Serio se nel 1783 il Lorenzi tornò al teatro, con una produzione di atti unici […] Il ritorno di Paisiello in patria dalla Russia (1784) si concretò per il Lorenzi nella realizzazione di due opere di rilievo destinate, la prima, La modista raggiratrice (Fiorentini, 1787; rielaborazione in tre atti dell'atto unico La scuffiara), ad avere un grandissimo successo per lo più nella Penisola, la seconda, Nina, o sia La pazza per amore, a far addirittura epoca, e a spopolare nei teatri d'Europa fino a Ottocento inoltrato.Per quest'ultima in particolare, rappresentata nella reggia di Caserta nell'estate 1789, il Lorenzi, all'epoca ancora direttore del teatrino di corte, aveva riadattato per Paisiello la traduzione che G. Carpani aveva approntato della ‘comédie mêlée d'ariettes' di B.-J. Marsollier, Nina, ou La folle par amour, musicata da N.-M. Dalayrac nel 1786. L'ambientazione pittoresca, la delicata e malinconica affettività, il recupero patetico della scena di follia di antica ascendenza, la recitazione semplice e realistica - cantata solo a metà, con le parti recitative in prosa affidate alla sola declamazione parlata - e il messaggio illuminista che, attraverso la narrazione d'un amore contrastato, condannava la violenza psicologica della discriminazione classista, erano altrettanti, disparati elementi che contribuirono a render l'opera un oggetto estetico tanto nuovo quanto accattivante. La Nina casertana piacque oltre ogni previsione, e dopo pochi mesi quel riuscitissimo esempio operistico di ‘comédie larmoyante', adattato da uno a due atti dal Lorenzi e da Paisiello (Fiorentini, 1790), iniziò a strappare lacrime di commozione fra gli spettatori di tutta Europa” (D.B.I., s.v. Lorenzi).

“Con Nina ossia La pazza per amore (Belvedere di S. Leucio, 25 giugno 1789) Paisiello fu l'artefice primario di una profonda metamorfosi nei meccanismi ricettivi dello spettacolo d'opera, orientandoli verso forme di ascolto simpatetico.La ‘commedia d'un atto in prosa ed in verso' di Benoît-Joseph Marsollier (Parigi 1786), tradotta da Giuseppe Carpani per la ripresa dell'autunno 1788 nel teatro di corte di Monza con le musiche originali di Nicolas-Marie Dalayrac, fu ritoccata da Lorenzi per essere offerta ai sovrani napoletani nella nuova veste sonora confezionata da Paisiello. Ai Fiorentini di Napoli, nell'autunno 1790, venne data in una versione in due atti, sempre mista di canto e recitazione, mentre nel carnevale 1794 a Parma (La pazza per amore) vennero aggiunti dei recitativi cantati: in questa forma l'opera rimase in cartellone in tutt'Europa fino addentro all'Ottocento. Significativa per l'uso pervasivo dei cori e per la drammaturgia capace di mescolare il serio e il comico, Nina apparve come il prodromo d'un filone melodrammatico romantico imperniato su un'eroina dalla psiche instabile, ruolo che richiedeva un'estrema perizia d'attrice prima ancora che canora (fu infatti un cavallo di battaglia di primedonne insigni, come Anna Morichelli, Brigida Banti, Teresa Belloc-Giorgi, Giuditta Pasta)” (D.B.I., s.v. Paisiello)

New Grove, 2001, XVIII, p. 912; Sonneck, pp. 793-794.


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