Relazione del suo viaggio da Bologna a Milano per incontrare Maria Anna d’Austria Regina di Spagna e consegnarle la Rosa d’oro. 9 luglio-11 agosto 1649. Manoscritto cartaceo, metà del XVII secolo.

Autore: ALBERGATI LUDOVISI, Niccolò (Cardinale e Vescovo di Bologna, 1608-1687)

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Mm. 275x205. Un fascicolo unico di carte 14 non numerate, scucito e senza legatura. Grafia ampia e molto elegante, perfettamente leggibile. Ottimo stato di conservazione.

V. Coronelli (Biblioteca universale sacro-profana, Venezia, 1701-1707, nr. 2972) è l'unica fonte, fra le tante interrogate, che ci parla di questo viaggio intrapreso dal Cardinal Albergati Ludovisi per volere di Innocenzo X, in qualità di legato a latere, allo scopo di incontrare Maria Anna d'Austria, Regina di Spagna, maritata per allora solo per procura con il Re Filippo IV. “Nel mese d'Agosto [in realtà luglio] fu mandato Legato a latere in Milano ad Anna d'Austria figlia di Ferdinando Imperadore […] nella qual città fu ricevuto sotto il Baldacchino Laicale”.

La relazione dell'Albergati Ludovisi è rivolta direttamente al papa e riferisce puntualmente di tutte le località attraversate lungo il tragitto, con particolari dettagli su dove il poroporato ha passato la notte, sull'accoglienza ricevuta dalle diverse autorità e sulla loro devozione verso la Santa Sede. Egli parte da Bologna venerdì 9 luglio 1649 e, a causa delle pessime strade, arriva a Cento la sera tardi, dove viene accolto dal nipote Card. Odescalchi legato di Ferrara, che gli va incontro con un tiro a sei e una compagnia di cavalleggeri.

Dopo Cento le tappe sono Ferrara, la Stellata, L'Ostia (Ostiglia?), Mantova, Bozzolo (dove è ricevuto spelndidamente dal Principe), poi Cremona, dove comincia il contenzioso con gli Spagnoli. A Cremona infatti nessuno si presenta ad accogliere il cardinale e il governatore della città dichiara di non aver ordini in merito; un grave affronto per l'epoca. A questo punto il cardinal legato segue il consiglio del Sig. Febei, suo maetro delle cerimonie, di entrare in incognito in Cremona e trattenersi in vescovado in abito nero.

La tappa successiva è Lodi, dove lo va a trovare, senza preavviso, il Conte Figuero, plenipotenziario della regina, portando vaghe scuse, proponendo per l'icontro del cardinale con la regina delle località minori e comunicandogli che comunque egli potrà usufruire di un baldacchino ecclesiastico retto da religiosi e non di uno “laicale”. Ecco il punto del contendere, il baldacchino, sul quale sia il cardinale che il papa non transigono. Dopo la schermaglia fra le due parti, in cui gli Spagnoli hanno infranto, deliberatamente, i codici di comportamente richiesti dalla situazione, si staglia con forza il simbolo più potente, il baldacchino appunto, quello che può indicare alla folla, che sempre si assiepa in queste occasioni, chi è più potente e dunque a chi è meglio obbedire. Lo scambio di colpi continua e l'Albergati Ludovisi minaccia di tornarse a Bologna senza portare a termine la sua ambasciata. Le fermezza del legato induce alla fine la controparte a cedere.

Mercoldì 4 agosto l'Albergati Ludovisi riceve la visita di due altri dignitari, che lo portano in una casa vicino a Milano, dove può indossare gli abiti curiali e da lì arrivare in poco tempo a Porta Romana (la stessa da cui era passata due mesi prima anche la regina). In prossimità della porta il cardinale scende dalla carrozza e monta sulla “mula pontificalmente adornata” sotto un baldacchino conforme ai suoi desideri e i cui bastoni sono retti da otto nobili della famiglia Confalonieri. Segue la descrizione minuziosa dei partecipanti alla processione, religiosi, nobili e popolo, i primi due ordini abbigliati in abiti sfarzosi da cerimonia con gran seguito di paggi e palafrenieri in ricche livree: “la relazione del mio ingresso e dell'ordine della Cavalcata fu stampato in Milano e fatta ristampare da me in Bologna”, scrive il cardinale. Tuttavia non ci è stato possibile rintracciare nessuna delle suddette due edizioni.

La solenne entrata si conclude in Duomo dove l'Albergati Ludovisi viene raggiunto dal Duca di Macheda che lo accompagna dalla regina. Da questo momento in poi tutto fila liscio e ci sarà posto solo per lo scambio di doni, veramente regali, e per un minuetto inesausto di cerminonie. La regina riceve tre volte il cardinale e questi, dopo aver salutato le principali cariche della città e del seguito della sovrana, si prepara per la partenza, che avviene il sabato 7 agosto.

Le ultime due pagine della relazione sono un resoconto del viaggio di ritorno, che si conclude a Bologna il giorno 11 di agosto. La relazione è però datata in fine 25 settembre 1649.

Si tratta di una relazione di grande interesse, scritta da un principe della Chiesa e diretta a Papa Innocenzo X, che ci ragguaglia in modo minuzioso sull'ancor più minuziosa simbologia dell'intricato cerimoniale dell'entrata del cardinale in Milano sulla mula addobbata al modo papale.

(si offre insieme:)

ALBERGATI LUDOVISI, Niccolò (Cardinale e Vescovo di Bologna, 1608-1687). Relazione del suo viaggio da Bologna a Milano per incontrare Maria Anna d'Austria Rgina di Spagna e consegnarle la Rosa d'oro. 9 luglio-11 agosto 1649. Manoscritto cartaceo, metà del XVII secolo.

Altra copia, con testo del tutto identico al manoscritto precedente, ma scritta con un inchiostro più acido, che ha causato una brunitura uniforme nello specchio di scrittura, senza tuttavia impedirne la leggibilità. Mm. 275x205. Un fascicolo unico composto da carte 12 non numerate, scucito e senza legatura. Il verso dell'ultima carta è bianco. Scrittura corsiva di tipo cancelleresco di facile lettura. Buona copia.

In questo esemplare, sul margine esterno di circa 8 carte si leggono delle brevi integrazioni e correzioni al testo, probabilmente di mano del cardinale, che sono state recepite nel documento precedente. Si tratta quindi con ogni probabilità di una copia di bozza, mentre il documento precedentemente descritto riporta il testo definitivo della relazione.


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