Lotto di tre opuscoli riguardanti opere scritte da Giovanni Papini.

Autore: AA.VV.

Tipografo:

Dati tipografici:  anni '20 del XX secolo


Interessante lotto di tre opuscoli nei quali autori diversi si soffermano su alcune delle opere pubblicate da Giovanni Papini.

IL CARROCCIO. L'omo salvatico. [s.d.t.]. Pp. 195-210. Il saggio si conclude a p. 200, a seguire è  riportato il saggio Umilissime scuse, incompleto. Lievi mancanze e piccoli strappi marginali. Carta leggermente ed uniformente brunita, lievi fioriture.

GEMELLI, Agostino. L'evoluzione religiosa di Giovanni Papini. (Estratto da Vita e pensiero. Rassegna italiana di coltura. Anno VI - Vol. XII - Fasc. 94. Maggio 1921). [s.d.t.]. Pp. 257-268. Le  prime  otto carte sono scritte e numerato solo al recto, le  ultime due, invece, sono scritte e numerate al recto e al verso. Lievi mancanze e piccoli strappi marginali. Carta leggermente ed uniformente brunita, lievi fioriture.

TREDICI, Giacinto. La "Storia di Cristo" di Giovanni Papini. [s.d.t.].Pp. [1], 164-166. Lievi mancanze e piccoli strappi marginali. Carta leggermente ed uniformente brunita, lievi fioriture. Nota manoscritta la margine superiore del recto della prima carta ("Amore muliebre" - maggio 921).

Giovanni Papini (Firenze, 1881 - 1956) è stato uno scrittore, poeta e saggista italiano. Terziario francescano, noto anche col nome religioso di fra' Bonaventura, è stato un intellettuale controverso e discusso, studioso di filosofia e religione, ma anche critico letterario e acceso polemista, divulgatore del pragmatismo e delle avanguardie storiche come il futurismo e il post-decadentismo. Sempre insoddisfatto e inquieto, passò da una posizione all'altra su più fronti: dall'anticlericalismo e ateismo più accesi passò al cattolicesimo, con punte di eterodossia e intransigenza; dal maledettismo ed interventismo convinto passò all'avversione verso la guerra. Nel corsò degli anni trenta aderì al fascismo, pur mantenendo un'avversione verso il nazismo e pentendosi poi del razzismo. Dopo la sua morte fu pressoché rimosso dalla grande letteratura per le sue scelte ideologiche. Solo più tardi fu recuperato e rivalutato: nel 1975 lo scrittore argentino Jorge Luis Borges lo definì un autore "immeritatamente dimenticato".


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