Delle opere di Gabbriello Chiabrera, in questa ultima impressione tutte in un corpo novellamente unite. Tomo primo (-quarto).

Autore: CHIABRERA, Gabriello (1552-1638)

Tipografo: Angiolo Geremia in Campo di S. Salvatore

Dati tipografici: Venezia, 1730-1731


Quattro volumi in 8vo (mm 180x115); pp. [8], XXXVI, 458, [10]; 441, [19]; 383, [5]; [8], 373 (i.e. 371), [5]. Manca l'ultima carta (bianca) al primo  tomo, il secondo tomo è presente nella variante B, che risulta priva di colophon. Le pagine 339 e 340 del quarto volume sono omesse nella numerazione. Marca xilografica al frontespizio e al colophon dei volumi (motto: Me nihil invita La Minerva). Capilettera e fregi xilografici, ritratto calcografico di G. Chiabrera a carta *5v del primo  tomo, sottoscritto: "F.co Zucchi S". Lievi fioriture al margine di alcune carte, piccole mancanze marginali che tuttavia non interessano il testo.  

Piena pelle coeva con dorso a cinque nervi con fregi e numero del volume in oro. Cerniere un po' consunte,  piccole mancanze al dorso e lievi abrasioni ai piatti. Tagli srpuzzati.  

Gabriello Chiabrera (Savona, 1552-1638) fu  poeta e drammaturgo italiano del Seicento. Di famiglia aristocratica, visse a stretto contatto con la nobiltà del suo tempo e scrisse numerose opere entrate a far parte del patrimonio letterario italiano. Cantore della grecità e di quello che verrà poi definito classicismo barocco, fu spesso contrapposto al coevo Giambattista Marino. Trascorse la vecchiaia prevalentemente nella villa del borgo rurale savonese di Légino, il Musarum opibus, dove erano le sue ville, fra cui la famosa Siracusa ricordata nel dialogo Forzano


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