Importante raccolta di lettere, documenti e manoscritti autografi di Antonio Frizzi, il celebre autore della Salameide e della Memorie per la Storia di Ferrara; del cardinale Giammaria Riminaldi, grande riformatore dello Studio, della Biblioteca e del Museo di Ferrara (museo che oggi porta il suo nome); di Gaetano Frizzi, figlio di Antonio; ed altri.

Autore ARCHIVIO DELLA FAMIGLIA FRIZZI DI FERRARA.
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Dati tipografici
Prezzo 24.000,00

L'archivio è così composto:

1) RIMINALDI, Giammaria Cardinale (1718-1789). 46 lettere autografe ad Antonio Frizzi, scritte fra il 1777 e il 1781.

Ogni lettera è composta da un bifolio scritto sulla prima e sulla seconda pagina in elegante scrittura cancelleresca con data e firma del cardinale. Un certo numero di queste lettere è arricchito di post-scriptum di mano del porporato. Non si tratta di frasi convenzionali o d'occasione, ma di integrazioni al testo soprascritto.

In questo carteggio è infatti minimo lo spazio dedicato ai convenevoli, anche se le forme più auliche non sono tralasciate; il cardinale si rivolge sempre al Frizzi con la formula di “Vostra Signoria Illustrissima”. Ma il cuore di ogni lettera è Ferrara; Ferrara, una madre e una patria già nobilissima per il suo illustre passato, da onorare e accrescere con le opere dell'intelletto. Ecco quindi un costante incitamento al Frizzi, che Riminaldi stima davvero sinceramente, per portare a termine in uno sforzo comune alcune opere di primaria importanza. In primis, la stampa della Biblioteca degli scrittori ferraresi del Barotti che va per le lunghe, mancando ancora alcuni autori (ad es. le Opere di Alfonso Varano). Il cardinale tuttavia non visse abbastanza per vedere realizzato il suo desiderio.

Altro argomento cardine è l'università, la cui vita viene seguita con costante attenzione e alla quale nel 1782 viene donata dal Riminaldi una quantità di libri.

Per fornire alcuni esempi significativi di questo carteggio, nella lunga lettera del 20 ottobre 1781, Riminaldi si entusiasma per il proposito di Frizzi di scrivere la Storia di Ferrara. Poi spiega in dettaglio il suo progetto, già in parte realizzato, di far comporre in un pannello i ritratti di tutti gli illustri giuristi ferraresi dei secoli XIV, XV e XVI: «Faccio miniare in una gran carta che formerà un nobilissimo quadro tutte le teste delli più insigni giureconsulti antichi ital. dipinti…». Gli mancano solo tre ritratti e chiede al Frizzi di trovarli: per la «forma e qualità del vestito” gli suggerisce di rivolgersi al pittore Fr. Pellegrini. Mancano all'appello Giovanni Cefalo, Ercole Piganti ed un altro a scelta del Frizzi. «Ora che mi sono spogliato di tante mie raccolte di marmi e sculture che sono già state spedite alla volta di Ferrara… [si dedica ai ritratti che serviranno] a nobilitare ed accrescere il ns. Museo». Il pannello in questione con i 66 ritratti si trova oggi al Museo Riminaldi.

Altro esempio. Nella lettera del 21 settembre 1782, Riminaldi incita il Frizzi a portare avanti la Storias di Ferrara e ritorna sulla pubblicazione della Biblioteca degli scrittori ferraresi del Barotti, arrestatasi («ed il secondo tomo resta sepolto») nonostante le generose offerte dello scrivente. Ma è anche vero che il cardinale confessa di spendere molto in «sassi», in libri ed altre cose e, siccome l'edizione richiede «un migliaio di scudi», una dilazione non nuoce, ma non oltre l'anno 1783.

Nella lettera del 4 settembre 1784 si esprime così: «Il mio trasporto per le belle arti non è inferiore a quello per la Patria». Riferisce poi dell'uscita di un giornale che abbraccia «le tre belle Germane e di più l'Incisione, la Poesia e l'Antiquaria». Sollecita infine il Frizzi a trovare abbonati per detto giornale, accludendone il manifesto (qui non presente).

Ci auguriamo che questi pochi esempi bastino a suggerire la ricchezza tematica di questo carteggio e la sua notevole importanza, non solo per la città di Ferrara, ma anche per quella Respublica literarum, per quell'Europa dei dotti che è uno dei vanti del secolo dei Lumi.

Giovanni Maria Riminaldi (1718-1789), compiuti gli studi di diritto canonico e civile a Ferrara, sua città natale, iniziò a Roma la carriera ecclesiastica presso la curia papale, ricoprendo importanti incarichi fino alla nomina cardinalizia nel 1785. A partire dal 1771, su impulso di papa Clemente XIV, si prodigò per riformare lo Studio di Ferrara e per dare nuovo slancio all'Università, al Museo e alla Biblioteca pubblica di Ferrara.

Riminaldi fu inoltre un appassionato collezionista d'arte e antiquariato. Negli ultimi anni della sua vita lasciò la sua vasta collezione alla città di Ferrara, sistemandola a Palazzo Paradiso, sede settecentesca dell'Università da lui riformata. Oggi il Museo Riminaldi si trova alloggiato presso Palazzo Bonacossi (cfr. E. Bonatti & M.T. Gulinelli, a cura di, Museo Riminaldi, Roma, 2006).

2) FRIZZI, Antonio (1736-1800). Avvertimenti, nozioni, ecc. sulla Salameide. [Ferrara, 2a metà del XVIII sec.].

Manoscritto cartaceo autografo, in 4to (mm. 220 x 160). Cartonato coevo alla rustica con fili passanti al dorso e titolo manoscritto al piatto anteriore. Consistenza: 2 carte sciolte (una scritta recto/verso, l'altra solo recto, contenente due abbozzi di Avvertimento al lettore, il più lungo con sopratitolo Alla gente di buon umore), 1 bifolio (contenente un abbozzo Per la Prefazione della Salameide, poi non utilizzato per la stampa, accompagnato da note bibliografiche e citazioni erudite), 6 fascicoli sciolti di carte 20 ciascuno, ossia 120 carte non numerate, vergate in “bella copia”. Seguono 12 fascicoli con un numero di carte che varia da 6 a 10 in parte sciolti ed inoltre un numero difficilmente precisabile di fogli, mezzi fogli e strisce di carta di diversa misura, coperte da una fitta scrittura minuta e, a tratti, quasi illeggibile. Questa seconda parte del manoscritto rappresenta tutto il lavorio, piuttosto tumultuoso, operato dal Frizzi all'interno della sua sterminata erudizione. L'autore definisce infatti questo genere di note come colte, ma alla portata di tutte le «erudizioni». Si tratta, in sostanza, del materiale che solitamente non sopravvive alla stesura definitiva e che ha dato vita alle note che si leggono nella prima parte del manoscritto. Tuttavia, neppure le note passate nella versione in bella copia furono integralmente accolte nell'edizione a stampa del poemetto (La Salameide poemetto giocoso con le note, Venezia, Guglielmo Zerletti, 1772), forse perché il volume sarebbe risultato troppo voluminoso e troppo caro. È possibile, come talvolta accade, che sia stato il tipografo a chiedere tagli consistenti delle note.

«Fra i poemi Apiciani in genere giocosi è questo uno dei più leggiadri e faceti che si abbia la lingua nostra; la bizzarra invenzione di esso, l'elegante ed evidente modo di raccontare e descrivere, la forbitezza e proprietà  della dizione, il fino lepore dovunque sparso, e la peregrina erudizione onde è infiorato, e che più opportunamente per via di note si manifesta, ne rendono la lettura piacevole oltre modo, come quella di presso che tutte le altre poesie bernesche dell'autore, per le quali aveva non comune facilità e genio» (A. Lombardi, Storia della letteratura italiana nel secolo XVIII, Modena, 1829, p. 345; cfr. inoltre G. Morazzoni, Il libro illustrato veneziano del Settecento, Milano, 1943, p. 232 e O. Bagnasco a cura di, Catalogo del fondo italiano e latino delle opere di gastronomia sec. XIV-XIX, Sorengo, 1994, nr. 852).

Il Frizzi, ferrarese, fu intimo amico del Tiraboschi. Occupò diverse cariche politico-amministrative nella sua città , in cui fondò fra l'altro l'Accademia degli Argonauti. Avendo accesso agli archivi comunali, dopo anni di ricerche pubblicò le Memorie per la Storia di Ferrara, la fino ad allora più importante storia di Ferrara dalle origini al 1598 (E. De Tipaldo, Biografia degli Italiani illustri, Venezia, 1868, vol. IV, pp. 419-420).

3) QUESITI AI PARROCHI e 26 risposte. L'amministrazione francese nel 1798 in vista della redazione di un Dizionario Geografico-Storico invia a tutti i parroci un questionario in sette punti, nel quale appunto si richiedono notizie sulla storia delle rispettive parrocchie: loro collocazione geografica, popolazione, matrimoni, nascite e morti. Un vero e proprio censimento.

Qui sono presenti una copia del questionario a stampa (Quesiti ai Parrochi) inviato a ogni parrocchia e 26 risposte di diversa lunghezza per un totale di carte 73 in folio, di cui 4 bianche.

4) FRIZZI, Antonio (1736-1800). Notizie per la formazione delle tavole contenenti le serie dei principi, podestà, consiglieri, etc. di Ferrara e tavole di esse.

Manoscritto di lavoro da servire alla stesura della Storia di Ferrara.

Contenuto:

-       14 grandi tavole, per lo più bifoli (mm. 420x290), rigate a china e piegate al centro. Su carta greve;

-       1 opuscolo in 4to di 12 pp. contenente altre Tavole Cronologiche per la Storia di Ferrara (1598-1796);

-       Altro fascicolo con diversi fogli sciolti contenenti elenchi di cortigiani e ministri degli Estensi;

-       Altro fascicolo con diversi fogli sciolti contenenti notizie sui legati, vescovi, prelati, ecc. di Ferrara;

-       altro fascicolo contenuto entro bel manifesto del 1788 «per la prima Messa di Don Ippolito Moretti». Il verso bianco è coperto di note ed appunti.

5) FRIZZI, Gaetano (1770-1828). Diario storico di Ferrara dal 1782 al 1822.

In folio. Cc. 24+14+10+10. In totale 58 carte. 4 fascicoli cuciti ma senza legatura.

Si apre col passaggio da Ferrara dei Conti del Nord (il figlio di Caterina II con la moglie: Paolo Petrovic Romanov e Maria Fiodorovna, nata Sofia Dorotea di Württenberg). Delle 116 pagine circa 50 sono dedicate all'anno 1796. Giustiniana Wynne, una delle amiche-amanti di Casanova, scrisse in francese, sotto forma di lettera al fratello a Londra, una relazione di questo viaggio (Du séjour des Comptes du Nord à Venise en Janvier 1782, Londra, s.d.).

6) FRIZZI, Gaetano (1770-1828). Diario storico di Ferrara dal 1799 al 1827.

Questo diario è composto da 4 fascicoli di formati diversi cuciti assieme. Il primo, in 4to, è formato da 4 carte più 2 foglietti volanti (anni 1799-1801). Il secondo, che reca il titolo Memorie ferraresi, in folio piccolo, ha 22 cc. (anni 1800-1801, cui sono dedicate 20 carte; anni 1802-1804, cui sono dedicate le ultime due carte), seguito da un foglio isolato scritto solo al recto: «1805 13 Dicembre è passato per Ferrara il Principe Eugenio vice Re d'Italia». Il terzo fascicolo, in folio piccolo di carte 24, s'intitola 1806 Memorie istoriche di Ferrara (anni 1806-1814). Il quarto, in folio di carte 18 (di cui le ultime 6 bianche), si apre così: «1815 7 Aprile, notizia della partenza di Napoleone dall'Elba e suo arrivo tra Antibo [sic] e Nizza» (anni 1815-1827). Sconosciuto ed inedito.

7) [MINERBI, Elia (fl. XVII sec.)]. Giornale di Ferrara dal 1412 al 1607 di autor anonimo copiato da un codice antico scorretto coll'aggiunta degli errori dell'amanuense moderno.

Manoscritto cartaceo in 4to (mm. 205x145) di carte 1 (titolo), 113, (1 bianca). Esemplato nella seconda metà del XVIII secolo in grafia cancelleresca elegante e di facile lettura.

Sparsi nel testo si trovano una cinquantina di concisi interventi di mano di Antonio Frizzi, alcuni solo per correggere l'ortografia, altri per integrare e correggere il testo.

Non siamo stati in grado di trovare notizie biografiche sul Minerbi, che era di probabili origini ebraiche ed è presumibilmente vissuto nel XVII secolo.

8) RIFORMA DELLA COSTITUZIONE CENTUMVIRALE. Fascicolo di cc. 18 (di cui 4 bianche) di mano segretariale che comincia: «Dei molti e innegabili disordini che si notano nella pubblica amministrazione».

In questo scritto il Frizzi sottopone a critica serrata la Costituzione Circumvirale emanata da papa Clemente VIII nel 1598 e ancora in vigore. Questa costituzione riguardava solo la legislazione di Ferrara, non di tutto lo Stato Pontificio. Essa era ispirata ad un criterio di «democraticità», prevedendo cento rappresentanti di tutti gli ordini sociali, cosicché anche gli artigiani e i commercianti (setaioli, drappieri, fabbri, orefici e aromatari) erano rappresentati da 18 membri (su 100).

Il Frizzi nelle sue Memorie per la storia di Ferrara loda la Centumvirale (vol. V, p. 26), in quanto «ogni ordine del popolo si trovò interessato nella elezione dei propri rappresentanti». Ciononostante, nel suo progetto di riforma, dopo aver affermato che la democrazia è il peggiore dei sistemi politici possibili, suggerisce una serie di radicali mutamenti volti a dar più potere agli aristocratici e alla nobiltà di toga.

Clemente VIII aveva concesso questa costituzione liberale insieme alla riconferma di tutti i privilegi ed esenzioni precedenti ed alla facoltà di tenere un ambasciatore a Roma e di battere moneta, allo scopo di accattivarsi i Ferraresi, molti dei quali rimpiangevano il tempo in cui la città era uno stato libero ed indipendente.

9) FRIZZI, Antonio (1736-1800). Il ducato di Ferrara. Stato del Ferrarese nel 1775.

Manoscritto in folio di cc. 14 non numerate. Con molte cancellature, postille marginali e, in fine, un succinto commento su quanto scritto di Ferrara da alcuni viaggiatori e cartografi.

Del grande cartografo Coronelli si scrive: «Coronelli nell'Isolario, oh che minchione!»; non molto più teneri sono anche i commenti sugli altri cartografi e viaggiatori.

Le prime 7 carte sono dedicate alla storia di Ferrara con varie considerazioni statistiche ed economiche. Il rimanente tratteggia brevi o brevissime descrizioni di Cento, Argenta, Lugo, Cotignola, Bagnacavallo, Fusignano, S. Agata Conselice, Ficarolo Portomaggiore, Lagoscuro Borgo, La Mesola e Porti di Goro.

Inoltre ci sono delle note su B. Rossetti ed l'Addizione sui 23 corali del Duomo (attribuiti a Cosme Tura), sulla biblioteca di S. Paolo ed altro.

10) RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Numerosi documenti, per lo più minute con correzioni, cancellature e ripensamenti. Tutte di mano del Frizzi.

-       Manoscritto di cc. 6 + 1 carta sciolta con il ristretto del Progetto di riforma della carica di Pro-Segretario del Comune. In bella copia, scritto su una sola colonna, con lunghe postille e correzioni del Frizzi;

-       Minuta di una Proposta (o Progetto) di riforma degli Affari Pubblici in 26 punti. In folio di cc. 6, scritta in calligrafia regolare su una colonna con molti interventi e ripensamenti dello stesso Frizzi;

-       ‘Spending review' e affini. Carte 18 in folio. Manoscritti di lavoro;

-       Contro gli abusi dei Governatori di Ariano, Crispino, Trecenta e Melara. In folio, cc. 4;

-       Prerogative onorifiche del segretario e altri problemi di cerimoniale e burocratici. In folio, cc. 29;

-       Frizzi, in qualità di pro-segretario, avanza richieste di miglioramenti per la sua carriera e chiede un aumento di stipendio.

11) ALTRI DOCUMENTI.

-       FRIZZI 9 MAGGIO 1796 IN PIENO MAGISTRATO. Il Frizzi nelle sue funzioni di Segretario del Comune propone come ambasciatore da mandare incontro alle truppe francesi che stanno per entrare nel ferrarese, Lod. Fiaschi e Ant. Scutellari. Minuta di 4 pp., fitta di cancellature, ripensamenti e note marginali, 9 maggio, 1796;

-       Relazioni varie su centri importanti della provincia redatti da diversi autori o anime per essere inserite nel Diario Ferrarese per l'anno 1757 (Ferrara, Rinaldi):

Pieve di Cento. Autore Faustino Parma. Contiene uno scritto di mano del Frizzi di 2 pp. e mezza pagina con elenchi di cariche pubbliche ed ecclesiastiche;

Mellara. Governo di Mellara e sua Visconteria. Di pp. 3 + altri 2 fogli con notizie integrative di mano del Frizzi;

Portomaggiore. Due documenti: 1) (Pasti Pierpaolo, Canonico decano vicario foraneo) Relazione sulle chiese ed istituti pii di Portomaggiore. Resoconto molto dettagliato con importanti notizie di diritto ecclesiastico: privilegi, rendite, doveri. Notizie storiche con menzione di antichi documenti degli archivi locali. Pp. 4 in folio firmate dal canonico Pasti; 2) Notizie sul Governo secolare di Portomaggiore. Pp. 2 in folio;

Massafiscaglia. (Casoni Ambrogio). Memorie della Terra di Massafiscaglia. Pp. 15, in folio. Lodate da Frizzi nelle Memorie, vol. II, p. 32. Con inoltre 2 pagine di appunti e notizie varie su Massafiscaglia;

Lugo. Incipit: «Lugo Terra della inferiore Romagna e parte della Legazione di Ferrara». Explicit: «gli Emi.mi Legati… stabilirono Lugo per il luogo più adatto alla dimora loro». Di cc. 18 in folio, scritte su una sola colonna in nitida ed elegante grafia. Annotazioni marginali di mano del Frizzi. Di sua mano anche la data sulla prima pagina in alto. Insieme con: 1 fascicolo di pp. 8 in folio con Notizie per la terra di Lugo, dove si può leggere un resoconto statistico molto accurato su cariche ecclesiastiche e civili, chiese, parrocchie, oratori, ecc. Lo scritto è destinato, come i precedenti, ad essere inserito nel Diario Ferrarere (edizione 1776). Anche in questo caso numerose annotazioni del Frizzi. Insieme con: Altro resoconto (di pp. 4) su Governo Secolare, Comunità e di lei Magistrato, Collegio Trisi, Accademia, Ospedali, ecc.

12) TESTAMENTI E CONTRATTI.

-       1777 -Testamento di Nicola Frizzi, padre di Antonio, letto il 29 marzo 1777 dal notaio Giuliano Gregori. Con belle postille di mano di Antonio sui margini. In folio, cartonato originale, pp. 20. Sul piatto anteriore la scritta coeva Testamento di Niccola [sic] Frizzi 1772 2 Aprile;

-       1795 - Atto notarile di pp. 8 in folio più una minuta di pp. 4, sempre in folio, di mano del Frizzi e con sua nota a margine riguardante una «Reductio annuae Prestationis factae ab Ant. et Herc. Aloyzio de Sartis favore ex.mi Antonii Frizzi»;

-       1807 - Vendita fatta dal Demanio a favore del Sig. Gaetano, Dr. Luigi e Dr. Filippo fratelli Frizzi (figli di Antonio). Documento di pp. 28 in folio redatto il 7 febbraio 1807 dal notaio Ferr. Giuseppe Testa, col quale i Frizzi acquistano sei livelli di diverse soppresse Corporazioni;

-       1828 - Pubblicazione del Testamento del fu Sig. Gaetano Frizzi redatto nel 1822. Documento di carte 10 in folio, di cui le ultime 2 bianche. Gaetano nato nel 1770 fu uno dei soli tre figli di Antonio che sopravvissero. Sposò Emilia Campanari di Rovigo. Fu ingegnere civile e perito agrimensore.

13) LETTERE.

-       PASSERI, Giovanni Battista (1694-1780). Bella lettera di 2 pp., in folio (mm. 260x190), in cui il celebre erudito pesarese risponde al Frizzi su un quesito da lui posto riguardo ad un'immagine vista in una medaglia di epoca romana, rappresentante Cerere con un Porco. Il Passeri lo rimanda al ben noto testo dell'Orsini sulle medaglie romane (p. 78, famiglia Vibia). Cita poi una lapide latina. Ovvia l'attinenza del quesito con la Salameide. Unito scritto del Frizzi di pp. 2, ad uso proprio, sullo stesso argomento.

Tra il Frizzi e il Passeri v'era un'antica amicizia che traspare bene dalla lettera. Infatti il Passeri aveva avuto come Coadiutore di Camera nel 1781 a Ferrara proprio il Frizzi, che contava ben 42 anni in meno. Il Passeri ne divenne come un padre. La loro amicizia durò tutta la vita.

-       LETTERA DATATA DA CESTELLO in Firenze luglio 1762 scritta certamente al Frizzi, ma mancante del foglio che recava l'indirizzo. Si tratta quindi di un singolo foglio (mm. 290x205) scritto al solo recto da un amico del Frizzi che si firma: «Servitore ed Amico, Roberto Scond…» (cognome che non s'é potuto ritrovare in nessun repertorio). La lettera però è vivace e ricca di spunti storico-culturali e anche, direi, di un gusto del gossip mondano e letterario caratteristico dei salotti dell'età dei Lumi.

Lo scrivente anzitutto comunica al F. di non aver potuto reperire il “Discorso di Nicolò Villani”, che gli dicono essere raro e quasi introvabile. Il libro in questione è, con tutta probabilità, il Ragionamento dell'Accademico Aldeano sopra la poesia giocosa de' Greci, de' Latini e de' Toscani di Nicola Villani stampato a Venezia nel 1634. Lettura perfettamente in linea col progetto del Frizzi di scrivere La Salameide. Il pettegolezzo letterario lo riferiamo con le parole stesse dello scrivente: «vidi giorni sono un Manifesto del seguente tenore: Unione della Chiesa Anglicana colla Romana opera dell'ill.mo e rev.mo sig. Abate Dazi canonico della Metropolitana Fiorentina con le note del celebre sig Abate Pillori cappellano della med.ma chiesa dedicata a sua eccellenza Milord Forbeyk (in realtà Forbes). Quest'è un foglio stampato alla macchia per burlare il sig. canonico suddetto e cappellano i quali sono dell'intrinseca conversazione [leggi Salotto] della signora Marchesa Corsi favorita di detto Milord». Una narrazione più ampia e articolata riferita proprio a questi stessi personaggi e all'ambiente fiorentino dell'epoca si legge in un divertente saggio di A. Graf, Inglesi in Italia nel Settecento, Roma, 1911;

-       GRIMANI PEPOLI, Marina (1733-1811). Lettera, datata da Venezia 3 febbraio 1776, della contessa Grimani al dr. Luigi Facini in Ferrara, nella quale essa chiede al Facini di farsi intermediario per avere da Antonio Frizzi delle notizie storiche sulla località di Runci o Ronci (oggi Runzi) nel territorio di Rovigo.

La lettera della nobildonna non è stata in questo caso coperta di annotazioni e riferimenti bibliografici da parte dello storico, com'egli era uso fare; in compenso, egli ha riservato questa sorte ad un'altra lettera di pp. 4, in 4to, scritta da tale Luigi Rubini a suo fratello Giuseppe in accompagnamento di Erudizioni destinate al Diario Ferrarese anno 1777 (si tratta evidentemente di persone di cultura intrinseche del Frizzi).

Sulle parti lasciate bianche di questa lettera (circa 2 pp. e mezzo), lo storico scrive un testo in caratteri piccoli e denso di cancellature e correzioni sulla località di Runzi. Si tratta del manoscritto di lavoro steso per rispondere alla Contessa Grimani Pepoli.

Sulla contessa, personaggio di grande spessore, imprenditrice e innovatrice in campo agricolo, sociale e mercantile, si veda E. Vaccari, Marina Grimani tra sogno e realtà, Cesena, 2010.

-       SCACERNI, Francesco (Savio e deputato per l'anno 1767-Letterato e uomo politico-Padre di Angela Scacerni Prosperi). Lettera datata Ferrara, 14 ottobre 1768. In folio piccolo (mm. 230x170). «Nego suppositum», così lo Scacerni risponde al Frizzi, che gli aveva scritto convinto del fatto che il primo avesse amicizie in «alto loco» a Ravenna. Scacerni replica dicendo di non conoscere nessuno ad eccezione dell'Ab. Rossi, vicario del vescovo. Aggiunge di sperare di poter essere utile in altra occasione alla Congregazione dei Lavorieri, di cui Frizzi era pro-segretario.

14) VERSI.

-       Nella controversia d'acque fra i Bolognesi e i Ferraresi del 1760 Sonetto giocoso di 20 strofe. Pp. 4 in 4to;

-       Sonetto giocoso: “Brigatella mia gentil…” (seguito da:) Sonetto in una conversazione del Sig. Co. Stanislao Brandinbergh Cap. Guardie Svizzere del Card. Legato: «Un certosino fatto maresciallo». Foglietto in 4to scritto recto verso;

-       Per Monaca. Sonetto giocoso: “Ah non far leggiadra mia ragazza” (vuol convincerla a non farsi monaca);

-       Sonetto per la festa di S. Luigi Gonzaga da celebrarsi nell'Oratorio Domestico di Luigi Frizzi (o di altra mano);

-       Ultime due strofe di un sonetto giocoso sul problema delle acque fra Bologna e Ferrara (analogo al primo componimento qui elencato), seguito da un testo in prosa di una pagina e mezzo, dove il Frizzi sintetizza i tre principali progetti presentati dagli esperti per risolvere il suddetto problema. Foglio volante, in 4to (entrambe i testi sono mutili).

15) FRIZZI, Antonio (1736-1800). Rovigo – Este - Monselice.

Manoscritto autografo di lavoro, composto di 8 pp. (le prime 2 bianche salvo che per il titolo), in folio, scritto su una colonna con molte annotazioni nella colonna bianca, nonché cancellature e correzioni nel testo. Non datato, ma probabilmente degli anni Settanta del Settecento e forse parte di quei materiali che servivano al Frizzi per la redazione delle Memorie per la storia di Ferrara.

Insieme con un bifolio, che è una lettera del 1621, ovviamente non pertinente, utilizzato nelle parti bianche per appunti e cronologie, così come un ulteriore foglio (una lettera del 1763) che, sul verso bianco, reca numerose annotazioni dello stesso genere.

16) ARCHIVIETTO DI 7 DOCUMENTI SUI NOMI DELLE VIE DI FERRARA. Nomi delle strade vicoli corsi di Ferrara. Nomi delle contrade. Vicoli.

- Manoscritto cartaceo, bifolio di mm. 350x240 scritto solo sulle prime due facciate divise in quattro colonne. Nelle prime tre colonne al recto, i nomi delle Contrade, nella quarta i nomi dei vicoli. Al verso, nella prima colonna: Corsi e Piazze, Ramparti, Altri Vicoli;

- Nomi di strade da Della Borsa (piazzetta) a Di Castelnuovo. Dedica dieci righe all'origine del nome di via de' Capuzzoli (frati Gesuati);

- Bifolio di mm. 240x185 scritto su tre facciate. Elenca varie decine di nomi di vie accompagnate spesso da brevi annotazioni;

- Appendice III. Delle denominazioni delle strade di Ferrara. Un carta in folio (mm. 300x210). Sul recto si legge il programma del Frizzi, che si apre coll'affermazione che “Solo nell'anno 1796 si eseguì in Ferrara l'ottimo provvedimento… di apporre non solo un numero a cadauna casa, ma di scrivere ai capi di ogni strada il suo proprio nome”. Al verso, ancora un elenco di vie con postille sul margine destro;

- Foglietto di mm. 190x130 scritto su una sola facciata (al verso conti). Il Frizzi tratta di un'antica quercia, il Rovere di S. Andrea, posta per confine e tagliata nel 1598. Cita Equicola e la Pianta di Ferrara del Bolzoni;

- Pianta approssimativa manoscritta di una parte della città: Salinguerra, Spilimbecco, Voltacasotto, Della Tromba, ecc. (mm. 205x280);

- Lettera di un amico del Frizzi, tale Antonino Pirani, che tratta di affari e pagamenti, utilizzata per un breve elenco di vie, da Bagaro a Cul di Pozzo, Cul di Sacco, Cul di Simia. Si tratta di un progetto che per quel che sappiamo non fu portato a termine.