Le corti Estensi nell'anno 1560.

Autore: CORTE ESTENSE

Tipografo:

Dati tipografici: , Metà XVI secolo


Manoscritto cartaceo in folio (mm 289x204) di 6 carte non  numerate (12 pagine) scritto su due colonne su carta vergata, esemplato a fine Settecento su di un documento forse coevo. Condizioni perfette.

C. 1 bianca, salvo per una breve nota in alto: "Scritti lasciati da Antonio Baccocchi"; c. 2r si apre in alto con: "1597 di Novembre", di seguito sono riportati, su due colonne, i "Ruoli" dei membri delle corti Estensi, indicati  con nome, cognome e mansione. La data apposta in alto prima dell'inizio del testo fa pensare ad una sorta di conta di coloro che avrebbero seguito il Duca per l'imminente abbandono della città a seguito della Devoluzione. Già leggendo il primo nome, capiamo tuttavia che si tratta sì di un   "censimento" delle Corti Estensi, ma di quelle di quasi quarant'anni prima. Il primo nome infatti è quello dell'Ill.ma Madama Renata Estense (Renata di Francia, 1510-1575), seguito da quelli del Card. d'Este (Ippolito II, 1509-1572) e di Francesco (zio del Duca Alfonso II). Insieme a loro altre diciotto eminenti figure della Corte. Sono poi riportati i nomi dei Camerieri, i gentiluomini più vicini al Duca, come il Co. Ippolito Estense Tassoni, Nicolò Bendedio e altri docici. Seguono Siniscalchi e Scudieri, Oratori Ducali, Consiglieri e Secretarii, Fattori Ducali (32), Cappella Cantori e Musici, che annovera un consistente gruppo di musicisti fiamminghi ed italiani fra i più richiesti in tutto il paese, come Cipriano de Rore, Pietro da Breda, Gio. Anvich, Giovenale Isduardus, ecc. Sono quindi presentati sopracuochi e cuochi con i oro aiutanti, e numerosi Officiali di casa. Si quindi con Bracchieri e Cagnattieri, Giardinieri, Ortolani e Falconieri (10). Questa prima corte si chiude con i Reverendi Sacerdoti della Compagnia del Buon Gesù (lire 730 all'anno).

Segue la Corte di Luigid'Este: "Ill.mo  Sig. don Aloisio e sua Famiglia", futuro Cardinale che le aveva provate tutte per evitare il Cardinalato, ma che alla fine aveva dovuto arrendersi alle leggi dinastiche. Ricevette la Porpora il 26 febbraio 1561, quindi in questo elenco egli figura solamente come Amministratore Apostolico di Ferrara. I membri della sua famiglia comprendono in primis il vescovo di  Ferrara Mons. Alfonso Rossetti ed una serie di personaggi con numero decrescente di quarti di Nobiltà. In  tutto sono quarantacinque. Leggiamo poi i nomi delle donne di più alto rango come Madama Lucrezia da Este, Leonora da Este ed altre quattro, e ancora Gentilhuomini di Sua Eccellenza, Gentilhuomini e Camarieri di sua Eccellenza, Sotto Camarieri, Factoria di sua Ecc. condotta da Aless. Guarino e Battista Saracco. Seguono i nomi di vari Sovrintendenti a talune attività pratiche che di certo impiegavano molti addetti come: Biancheria, Panetteria, Chiaviero (chi porta e custodisce le chiavi), Bugadaro, Officiale al  Pollaro, Castaldo alle Cassette, M. Lucia alle Saponate, Servidori delle Principesse Lucrezia e Leonora, Scudieri, Ragazzi di sua Ecc.za (Maestro dei Ragazzi don Giovanni di Clavillo), Capitani, Guardaroba di sua Ecc.za (Luca Fiammengo, pittore che lavorò agli arazzi dei Santi Giorgio e Maurelio, ed altri), Dispensa, Credenza, Bottiglieria, Tinello, Staffieri e Stalla (Conte Ercole Trotti), Cucina, Spenderia, Caccia (numerosi falconieri e canattieri), Giardini, Legnaro, Soldo (11 armati a protezione), Munizioni.

L'elenco si conclude con la Musica di sua Ecc.za, che si avvaleva della presenza, oltre al già citato Cipriano de  Rore, di ventidue fra musici e cantori prevalentemente fiamminghi, come Pietro da Breda, Giovanni da Liegi, Giovanni Avich, Anselmo Dolcetto, e di alcuni ottimi musicisti italiani come Alfonso dalla Viola (1508-1573).  


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