Agricoltura tratta da diversi antichi et moderni scrittori. Dal Sig. Gabriello Alfonso d'Herrera. Et tradotta di lingua spagnuola in italiana. Da Mambrino Roseo da Fabriano. Nella quale si contengono le regole, i modi, & l'usanze, che si osseruano nell'arrare [sic!] la terra, & piantar le vigne & gli alberi, governare i bestiami, & fare ottimamente, cioche all'agricoltura s'appartiene. Con la tavola de i capitoli

Autore: HERRERA, Gabriel Alonso de (1475-ca. 1540)-ROSEO, Mambrino (d. ca. 1584)

Tipografo: Niccolò Polo

Dati tipografici: Venezia, 1592


(bound with:)

BUSSATO (or BUSSATTI), Marco (fl. 2nd half of the 16th cent.). Giardino di agricoltura di Marco Bussato da Ravenna, nel quale, con bellissimo ordine, si tratta di tutto quello, che s'appartiene a sapere a un perfetto Giardiniero: e s'insegna per pratica la vera maniera di piantare, & incalmare arbori, e viti di tutte le sorti, & i varij, e diuersi modi ch'in ciò si tengono. Dimostrandoli oltra che con i ragionamenti, anco con appropriati dissegni, e figure […] Aggiontovi di nuovo molti capitoli […] Venezia, Sebastiano Combi, 1599.

 

Two works in one volume, 4to (203x145). Herrera: [8], 263 [i.e. 283], [1] ll. Collation: *8 A-Z8 Aa-Mm8 Nn4. The last leaf Nn4 is a blank. Printer's device on title page. Woodcut headpieces and initials. On title page ownership's inscription “Domenico Vincifava”. Later notes on the title page (partly inked out) and throughout the volume. Bussato: [4], 74 [i.e. 72], [4] ll. Collation: a4 A-I8 K4. The last leaf K4 is a blank. With the printer's device on the title page and 19 full-page woodcuts in text (one is repeated twice), furthermore are added 12 woodcuts at the end of the volume showing the occupations of the months. Woodcut headpieces and initials. Later marginal annotations. Contemporary flexible vellum, inked title on spine and lower edge (lacking the front flyleaf, spine partly detached from the book block). Scattered waterstaining, foxing and browning, wormholes to the lower and upper inner margin of some leaves not affecting text, volume a bit loose. Still a decent, genuine copy bearing several annotations in the margins.

 

I) Fourth edition of Roseo's translation of this famous sylloge of agricultural texts collected by G.A. de Herrera, of which a first Italian translation by an anonymous had already appeared in 1557. Herrera was a Franciscan agronomist and brother to the humanist Hernando and the musician Diego Alonso de Herrera. His fame is linked to his renowned ‘Libro de agricultura', first printed in Spain in 1513, which underwent many editions until the end of the century and was translated into Latin, Italian and French. It is a compilation based on a variety of agricultural and medical sources, including Greek (Galen and Hippocrates), Arabic (Avenzoar and Avicenna), Latin ‘De re rustica' authors (Columella, Cato, Varro and Palladius), and Italian (Crescenzi and Gallo).

 

Edit 16, CNCE22804.

 

II) This is a reprint of the 1593 enlarged edition. The text on grafting, Prattica historiata dell'innestare gl'albori, first printed in 1578, was revised and included in the first edition of the Giardino di agricoltura published in 1592. The following 1593 edition, on which the present is based, has 14 more chapters. Ten of the larger blocks, showing methods of grafting trees, are free copies of the illustrations designed for Cesare Cavazza's 1578 edition of Bussato's Prattica.

Marco Bussato's family originally came from Ferrara, but he was apparently born in Ravenna. He became an orphan in is early youth and earned a living by crafting trees. Encouraged by some friends he published in 1578 a treatise on this subject: Prattica historiata dell'inestare gli arbori. In 1583, shortly after the introduction of the Gregorian calendar, he produced a tract on lunar phases, a subject of great importance and utility for the agriculture of that time. In 1592 appeared a greatly reworked edition of the Prattica with a long preface by Bussato, chapters on plow and saw, the preparation of fertilizers, and a comprehensive appendix on the labors of the months. Added were also over thirty illustrative woodcuts, making of the volume the first ‘illustrated' Italian manual on agriculture (cf. A. Bignardi, Marco Bussato e l'agricoltura ravennate nel tardo Rinascimento, in: “Annali dell'Accademia nazionale di agricoltura”, s. 3, LXXVII/4, 1965, pp. 59-98).

“Di altro genere, e certamente non meno interessante, anche perché è uno dei primi manuali ‘illustrati' dedicati espressamente alla pratica agricola, è il Giardino di agricoltura del ravennate Marco Bussato. Pubblicata nel 1592 a Venezia e successivamente ristampata più volte, l'opera entrò ben presto nella pratica agronomica dell'Italia settentrionale; le ragioni di questa fortuna vanno ricercate soprattutto nella sobrietà delle spiegazioni, del tutto prive di riferimenti ai testi classici ma dettate essenzialmente dalla pratica ‘sul campo'. Gli intenti dell'autore – già noto agli addetti ai lavori per aver pubblicato, nel 1578 a Ravenna presso Cesare Cavazza, la Prattica historiata dell'inestare gli arbori – non sono tanto di dilettare l'animo attraverso la lettura, quanto di insegnare il modo migliore per coltivare le piante. A questo proposito è interessante leggere il proemio all'opera: ‘Essendomi io delettato molto dell'Agricoltura, et in particolare hauendo lungo tempo atteso con somma diligenza alla professione d'innestar, o vogliamo dire incalmare (per esser inteso da tutti) così gli arbori fruttiferi d'ogni sorte, come anche le viti, ho per la lunga pruova e per le molte esperienze imparato assai bellissimi secreti di questa arte; li quali conoscendo io, che saranno di qualche utilità al mondo, e che saranno non poco grati a quelli, che si dilettano, ch'i lor giardini, bruoli, vigne, horti e possessioni, siano forniti et adornati di varie et diverse sorti d'arbori e viti innestati o incalmati, non gli ho voluti tener nascosti, né far ch'insieme con me restino alla mia morte sepolti; anzi m'è piaciuto che si divolghino e si diano alla stampa, a fine che ciascuno se ne possa commodamente servire, secondo che si servono di diversi altri libri, che trattano di questa professione dell'Agricoltura, tanto necessaria et utile alla generatione humana. Li mando pertanto in luce, pregando il benigno lettore, che non trouando in essi quelbel stile che si richiederia, m'habbi per escusato, perché non è mia professione d'esserbel dicitore; né meno a questo ho atteso, ma sommi solamente curato d'esplicare colmio famigliare modo di parlare quei secreti, che l'esperienza di molto tempo m'ha assigurati esser veri. E ciascuno sia sicuro, ch'osseruando quanto io in questa mia operetta li mostro, non serà privo del desiato frutto della sua industria, anzi lieto goderà di quanto egli delli suoi arbori e viti desidera'. L'opera si compone di due parti autonome. Nella prima vengono date tutte le istruzioni necessarie per la preparazione dei terreni, la semina, il trapianto, la potatura, la scelta delle diverse qualità delle piante e così via. Nella seconda parte si espone, in maniera sintetica ma precisa, le operazioni da compiere in campagna di mese in mese. Secondo una tradizione ormai consolidata, anche in quest'opera viene lasciato ampio spazio per ciò che riguarda la coltivazione delle viti. Ben sei capitoli sono dedicati a questo tema e spesso corredati da xilografie esplicative. Indicazioni sulla coltivazione delle viti e sulla vendemmia si trovano, naturalmente, all'interno della sezione dedicata ai lavori da svolgere nel periodo estivo-autunnale. In particolare ad agosto ‘si spampano le viti, ligando i sarmenti un poco lontano l'un dall'altro, accioche il calore del sole signoreggi ben l'uva per farla maturare, che la faccia buon vino. Si fa scandaglio dell'uva, quanta gli ne può essere, et si fa l'agresta. Si mettono in ordine tutti gli stromenti, che fa bisogno della vendemia. Alla fine di questo mese, se l'uva sarà matura si comincia avendemiare'; a settembre ‘si finisce di vendemiare et si coglie il guado […] si netano le vite fertili'; ad ottobre, infine, ‘si dà principio a podare le vite […] si piantano vite in luoco asciutto et si cuoprono per il freddo del verno'. Da segnalare, infine, la netta distinzione tra viti ed altri alberi da frutto; Bussato chiama questi ultimi genericamente arbori e li considera globalmente, a differenza delle viti che invece godono di un'attenzione tutta particolare” (E. Ferraglio, Il vino nella tradizione agronomica rinascimentale, in: “La civiltà del vino. Fonti, temi e produzioni vitivinicole dal Medioevo al Novecento. Atti del convegno Monticelli Brusati, Antica Fratta, 5- 6 ottobre 2001”, G. Archetti, ed., Brescia, 2003, pp. 736-737).

 

Edit 16, CNCE7995; H.F. Janson, Pomona's Harvest: An Illustrated Chronicle of Antiquarian Fruit Literature, Portland, OR, 1996, pp. 58-61; I. Giorgetta, Hortus librorum. Liber Hortorum, Milan, 2010, pp. 139-145.


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