Dialogo di M. Iacomo Cabriele, nel quale de la sphera, et de gli orti et occasi de le stelle, minutamente si ragiona

Autore: GABRIELE, Giacomo (1510-1550)

Tipografo: Giovanni Farri & fratelli [per Giovanni Griffio]

Dati tipografici: Venezia, 1545


In 4to (mm. 217x145). Cc. 62, [2]. Segnatura: A-Q4. La carta Q3 contiene l'errata, la carta Q4 è bianca. Marca del Griffio sul frontespizio. Iniziali xilografiche. Pergamena rigida moderna fatta con materiali di riuso. Etichetta della Libreria Mediolanum di Milano al contropiatto. Restauro al margine interno delle prima quattro carte, un fascicolo leggermente brunito, ma ottima copia.

 

Prima edizione, dedicata dall'autore a Pietro Bembo in data Venezia, 1° settembre 1544, di questo trattato scritto in forma di dialogo che si immagina abbia avuto luogo nell'anno 1536, in una località non meglio precisata sui Colli Euganei, in una “accomodata stanza” messa a disposizione da Sperone Speroni. Lì si ritrovano insieme Marin Gradenigo, Bernardino Daniello, l'autore, il cugino dell'autore Andrea Gabriele, nonché il suo celebre zio Trifone Gabriele, grande amico del Bembo e grande protagonista della vita culturale veneziana di quegl'anni. La conversazione, che Giacomo Gabriele riporta al Bembo, vira su argomenti scientifici, in particolare sulla geografia e sull'astronomia. L'opera include anche l'elogio della vita contemplativa e solitaria che Trifone aveva dedicato al nipote Giacomo e che era apparso a stampa due anni prima nel 1543.

 

Edit 16, CNCE20079; Cantamessa, 2797; Riccardi, I, 497; Houzeau-Lancaster, 2515.


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