Euclidis Elementorum libri XV. Unà cum Scholijs antiquis. A Federico Commandino Urbinate nuper in latinum conversi, commentarijsque quibusdam illustrati

Autore: EUCLIDES (III sec. a.C.)-COMMANDINO, Federico (1509-1575)

Tipografo: [Camillo Fanceschini]

Dati tipografici: Pesaro, 1572


In folio (mm. 311x215). Cc. [12], 255. Segnatura: *-**6 A-Z4, Aa-Zz4 Aaa-Sss4. Manca l'ultima carta bianca Sss4. Frontesizio architettonico inciso in legno e sottoscritto da Jakob Chriegher che reca in alto le armi del dedicatario Francesco Maria II della Rovere, duca di Urbino. Belle iniziali istoriate e numerosi diagrammi in legno nel testo. Mezza pergamena moderna con punte. Strappo restaurato al frontespizio senza perdita, restauro al margine esterno ed inferiore del titolo, restauro all'angolo inferiore esterno delle successive cinque carte, aloni e fioriture sparse, foro di tarlo nel margine superiore bianco di alcune carte al centro del volume, in parte restaurato, senza danno al testo, fascicoli Oo e Bbb bruniti, macchie all'angolo inferiore esterno, nel complesso copia più che buona ed estremamente marginosa.

 

Prima edizione degli Elementi di Euclide con il commento e nella traduzione latina di Federico Commandino.

Nel 1565 Commandino ricevette la visita del filosofo, matematico ed astrologo inglese John Dee (1527-1608), che gli diede un manoscritto contenente la traduzione latina di un'opera araba riguardante il De divisionibus di Euclide. Commandino la pubblicò a Pesaro nel 1570 con il titolo De superficiarum divisionibus liber Machometo Bagdedino ascriptus, aggiungendo un suo breve trattato sull'opera.

Due anni dopo, su richiesta di Francesco Maria II della Rovere, duca di Urbino, Commandino tradusse gli Elementi di Euclide in latino e li pubblicò a Pesaro insieme ad un ampio commento. Successivamente, nel 1575, egli tradusse e pubblicò, questa volta ad Urbino, una sua traduzione in italiano De gli elementi di Euclide, dedicandola nuovamente al suo mecenate Francesco Maria della Rovere.

“A copyright privilegium granted by Gregory XIII heads the 1572 Euclid and is important for the light it casts on Commandino's programme for the renaissance of mathematics. It extends copyright privileges to a number of works about to be printed by the mathematician including Euclid's Elementa and other treatises […] Commandino's programme for the renaissance of mathematics is explicitly stated in the dedication to Francesco Maria [Della Rovere]” (P.L. Rose, The Italian Renaissance of Mathematics, Ginevra, 1975, p. 205).

Alla dedica seguono i Prolegomena, in cui Commandino distingue fra filosofia divina, filosofia naturale e filosofia matematica, considerando l'ultima come la più certa, e discute la terminologia e il metodo degli Elementa.

 

Edit 16, CNCE18358; Adams, E-984; Mortimer, 174; Riccardi, I, 362/8; Ch. Thomas-Stanford, Early editions of Euclid's Elements, London, 1926, nr. 18.


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