Il Decamerone di M. Giovanni Boccaccio, nuovamente stampato, con un raccoglimento di tutte le sentenze, in questa sua opera da lui usate. Aggiunteci le annotationi di tutti quei luoghi, che di queste cento novelle da Monsig. Bembo, [...] sono stati nelle sue prose allegati

Autore BOCCACCIO, Giovanni (1313-1375).
Tipografo Guillaume Rouill
Dati tipografici Lyon, 
Prezzo 2.800,00
Il Decamerone

In 16mo (mm. 122x69). Pp. 932, [26]. Manca l'ultima carta bianca. Segnatura: a-z8 A-Z8 Aa-Oo8. La carta a8r è bianca. Marca tipografica al titolo. Con il ritratto del Boccaccio (a c. a8v) e 10 vignette in legno nel testo elegantemente incise da Pierre Eskreich, meglio conosciuto come Pierre Vase. Le figure erano già state utilizzate per l'edizione francese del Decamerone pubblicata dal Rouillé nel 1551. Sul titolo alcune lettere maiuscole vergate in alto ed in basso la nota “Sub scuto Veneto”. Legatura francese del XVII secolo in marocchino rosso, piatti riquadrati da elaborata filettatura in oro, dorso a quattro nervi con fregi e titolo in oro, dentelles interne, tagli dorati (dorso leggermente usurato, piatto superiore leggermente macchiato). Foro sul frontespizio che comporta una piccola perdita di testo al recto e al verso, dove figura il privilegio (le parole mancanti sono supplite in chiara grafia antica), piccolo strappo alla pagine 177/178 senza danno al testo, titolo un po' sporco, lieve arrossatura uniforme. Ottimo esemplare “reglé” in elegante legatura del Seicento.

RARA prima edizione del Decameron in lingua italiana stampata in Francia. L'edizione, in formato tascabile ed in caratteri molto piccoli, è dedicata a Marguerite de Bourg, generala di Bretagna, dal tipografo lionese, allievo di Gabriel Giolito de' Ferrari e specializzato in libri italiani, Guillaume Rouillé. Il testo è sostanzialmente quello della “Ventisettana” rivisto dal teologo e matematico fiorentino Francesco Giuntini (1523-1590).

Il volume contiene anche la Vita di M. Giovanni Boccaccio brevemente descritta di Luca Antonio Ridolfi (pp. 885-888) e, dello stesso, il Raccoglimento di tutte le sentenze (pp. 889-902). Luca Antonio Ridolfi (1510-1570) collaborò con il Rouillé anche all'edizione del Petrarca e pubblicò presso lo stesso editore il dialogo l'Aretefila (1560) e il Ragionamento sopra alcuni luoghi del Cento novelle di Boccaccio (1557). In calce all'edizione, Ridolfi elogia il Rouillé per la presente pubblicazione e, pur confessando di averla scorsa velocemente, propone alcune correzioni da apporre al testo. Prende infine le distanze dalle sue due piccole fatiche giovanili, che l'editore ha comunque ritenuto opportuno aggiungere in appendice all'opera del Boccaccio (cfr. E. Giudici, Luc'Antonio Ridolfi et la Renaissance Franco-Italienne, in: “Quaderni di Filologia e Lingue Romanze”, n.s. 1, Roma, 1985, pp. 115-150).

Le edizioni italiane del Rouillé, il quale, con l'aiuto del Ridolfi, riprese con maggior professionalità e competenza il programma editoriale, cominciato da J. De Tournes e M. Scève, di pubblicare i maggiori autori toscani in lingua originale, sono spesso dedicate ad una gentildonna in vista della società lionese, la già menzionata Marguerite de Bourg, dame de Gage e vedova del famoso A. Bullioud, la quale, anch'essa molto legata al Ridolfi, parlava perfettamente italiano e latino (cfr. N. Zemon Davis, Publisher Guillaume Rouillé, Businessman and Humanist, in: “Editing Sixteenth Century Texts. Papers given at the Editorial Conference University of Toronto”, a cura di R.J. Schoeck, Toronto, 1966, pp. 72-112).

Nel volgere di una ventina di anni (dagli anni trenta agl'anni cinquanta del secolo), nell' “italianissima” Lione lo studio delle lingue ed in particolare dell'italiano letterario era divenuto un importante elemento di distinzione sociale e mondana, soprattutto nel mondo femminile.

Lo attesta anche l'interessantissima lettera di Jean Baptiste Dufour, posta alle pp. 927-932 della presente edizione, in cui vengono menzionate numerose nobildonne francesi (Marguerite de France, Mme de Montpensier, Diane de France, duchessa di Castro, solo per citarne alcune), amanti della letteratura e della lingua italiana. Dufour racconta di un incontro da lui avuto a corte con Battista Alamanni (figlio del celebre Luigi), durante il quale questi gli presentò alcune nobili dame francesi tutte perfettamente istruite nella lingua toscana, e di un colloquio da lui avuto con il Rouillé, nel quale quest'ultimo gli disse di aver concepito l'opera non solo per il suo amore per la lingua toscana, ma anche per istruire e dilettare gli amanti delle lettere italiane, che in Francia erano all'epoca soprattutto donne (cfr. J. Balsamo, L'italianisme lyonnais et l'illustration de la langue française, in: “Lyon et l'illustration de la langue française à la Renaissance”, Lyon, 2003, pp. 211-229).

Mostra di manoscritti, documenti e edizioni: VI centenario della morte di Giovanni Boccaccio, Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, 22 maggio-31 agosto 1975, Certaldo, 1975, II, nr. 121; Edit 16, CNCE6337; Adams, B-2155; A. Bacchi della Lega, Serie delle edizioni delle opere di Giovanni Boccaccio, Bologna, 1875, p. 42; Baudrier, IX, 222; Gamba, 178; R. Brun, Le livre français illustré de la Renaissance, Paris, 1969, p. 137; R. Cooper, Le cercle de Lucanotnio Ridolfi, L'emergence littéraire des femmes à Lyon à la Renaissance, St.-Estienne, 2008, pp. 42-43; È. Pico, Le français italianisant, Paris, 1906, II, pp. 20-26.

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