Le lagrime di Sebeto per la morte dell’Illustrissima Sig. Donna Maria Colonna, d’Aragona. Composte dal S. Gabriel Moles, et nuovamente mandate in luce da Girolamo Ruscelli

Autore: MOLES, Gabriele (fl. metà del XVI secolo)-RUSCELLI, Girolamo editor (ca. 1515-1566)

Tipografo: Giovanni Griffio

Dati tipografici: Venezia, 1554

Formato: in quarto

IN MORTE DI MARIA COLONNA, FIGLIA SCONOSCIUTA DI GIOVANNA D'ARAGONA

In 4to (mm. 205x142). Pp. [8], 35, [5, di cui le ultime 3 bianche]. Segnatura: *4 A-E4. La carta E4 è bianca. Marca tipografica al titolo. Carattere corsivo. Ex-libris a stampa del tipografo di Wichita, Bill Jackson (The Four Ducks Press Library), incollata al verso dell'ultima carta. Cartonato moderno con impressa in nero sul piatto anteriore la marca del Griffio. Un po' sciolto, ma ottimo esemplare marginoso.

RARA PRIMA EDIZIONE (una seconda, probabilmente una contraffazione, apparve a Venezia nel 1555 senza nome dello stampatore).

L'opera è dedicata da Girolamo Ruscelli a Don Francisco de Mendoza, cardinale di Burgos , in data Venezia, 7 gennaio 1554. Nella dedica si precisa che Maria Colonna d'Aragona era figlia di Giovanna d'Aragona Colonna, nipote di Maria d'Aragona d'Avalos, marchesa del Vasto, e sorella di Vittoria Colonna d'Aragona.

Il componimento, composto da 104 ottave, descrive una processione funerale di figure storico-mitologiche. In chiusura vi sono un sonetto di Benedetto Varchi a Domenico Venier e la riposta di quest'ultimo.

Girolamo Ruscelli, viterbese di umili origini, fu uno dei più importanti editori e revisori editoriali del Cinquecento. Cominciò la sua attività a Roma, dove fondò l'Accademia dello Sdegno, quindi nel 1549 si trasferì a Venezia, dove lavorò per Sessa e Valgrisi. Nel 1552 presso Giovanni Griffio pubblicò una raccolta poetica intitolata Lettura sopra un sonetto dell'Illustriss. Signor Marchese della Terza, dedicandola a Maria d'Aragona, marchesa del Vasto. Grazie a questa abile operazione editoriale Ruscelli riuscì a inserirsi nell'agguerrito mondo editoriale veneziano e, nello stesso tempo, a procacciarsi amicizie e protezioni altolocate. Tre anni più tardi egli intraprese un'analoga, ma ancora più ambiziosa iniziativa editoriale, facendo stampare dal fido Plinio Pietrasanta (che era in realtà un semplice prestanome dietro il quale Ruscelli pubblicò diverse opere fino al 1555) una straordinaria antologia poetica plurilingue in lode di Giovanna d'Aragona Colonna, cognata della celebre poetessa Vittoria Colonna e sorella di Maria d'Aragona, marchesa del Vasto, intitolandola Del Tempio alla signora Donna Giovanna d'Aragona (cfr. C. Di Filippo Bareggi, Il mestiere di scrivere: lavoro intellettuale e mercato librario a Venezia nel Cinquecento, Roma, 1988, pp. 78-80).

Dopo la morte di Vittoria Colonna nel 1547, insieme alla quale avevano animato i circoli letterari napoletani nei primi anni quaranta del Cinquecento, contribuendo a diffondere le idee riformistiche di Juan de Valdés e di Bernardino Ochino, le due sorelle Giovanna e Maria d'Aragona, celebri per la loro bellezza ed intraprendenza, divennero le due patrone più prominenti e ricercate del mondo letterario italiano dell'epoca. Con l'elezione al soglio pontificio di Paolo IV Carafa, acerrimo amico dei Colonna, con cui fu in guerra per vari anni, e promotore del primo Index che includesse anche opere poetiche di carattere non dottrinale, Giovanna d'Aragona Colonna fu messa agli arresti domiciliari. Nel dicembre del 1555 riuscì tuttavia a fuggire travestita da contadina, insieme ai suoi sei figli. La notizia della sua fuga fece scalpore nella penisola, tanto più che ella aveva lasciato il marito e conduceva una vita estremamente indipendente per una donna dell'epoca (cfr. D. Chiomenti Vassalli, Giovanna d'Aragona fra baroni, principi e sovrani del Rinascimento, Milano, 1987, pp. 148-149).

Fu in questo contesto che il Ruscelli e, due anni dopo, anche il Betussi (Immagini del tempio della Signora Giovanna d'Aragona) pubblicarono le loro opere, una sorta di «preemptive strike in the broader forum of Italian public opinion against a pope from whom neither they nor their patrons could expect anything but aggression» (D. Robin, Publishing Women. Salons, the Presses, and the Counter-Reformation in Sixteenth-Century Italy, Chicago-London, 2007, p. 102-108).

Le Lagrime di Sebeto, pur essendo state trascurate dalla critica, sono anch'esse da collocarsi in questo ambito storico-culturale. Altrettanto trascurata è la defunta, ossia Maria Colonna d'Aragona, che non figura tra i nomi dei sei figli che i biografi solitamente attribuiscono a Giovanna d'Aragona, ossia Vittoria, Agnese, Girolama, Fabrizio, Prospero e Marcantonio.

Poco si sa della vita di Gabriel Moles, poeta napoletano di padre spagnolo e madre italiana (cfr. C. Minieri Riccio, Memorie storiche degli scrittori nati nel Regno di Napoli, Ivi, 1844, p. 225).

Edit 16, CNCE52905.


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