Pronosticatio in latino rara & prius non audita: quae exponit & declarat nonnullos coeli influxus: & inclinationem certarum constellationum magne videlicet coniunctionis & eclipsis: quae fuerant istis annis: quid boni malive hoc tempore & in futurum huic mundo portendant: Durabitque pluribus annis

Autore: LICHTENBERGER, Johann (Johannes Grümbach, 1458-1510)

Tipografo: Niccolò e Domenico dal Gesù

Dati tipografici: Venezia, 23 agosto 1511


BELLISSIMO ESEMPLARE IN ELEGANTE LEGATURA IN MAROCCHINO

 

In 4to (mm. 208x144). Cc. 39, [1]. Segnatura: a-k4. La carta k4 è bianca. Colophon a c. k3v. Bellissima marca tipografica su fondo nero recante il monogramma di Cristo al frontespizio, bordura xilografica su fondo nero al verso di c. a2, xilografia a piena pagina a c. a3r raffigurante Tolomeo, Aristotele, la Sibilla, Santa Brigitta e Reinhardo Lollardo che ricevono ispirazione profetica da Dio Padre, 42 figure in legno a 1/3 di pagina (di cui una ripetuta), una figura a 3/4 di pagina alla c. b2v (copiata da un legno dell'edizione modenese del 1492 circa), una figura a piena pagina a c. d1r e numerose iniziali ornate e maniculae. Legatura posteriore in marocchino verde con impressioni a secco e titolo in oro. Al contropiatto anteriore ex-libris della libreria antiquaria Querzola di Roma. Bellissima copia di tutta freschezza.

 

L'apparato iconografico è lo stesso dell'edizione volgare (Pronosticatione in vulgare) che Niccolò e Domenico dal Gesù stamparono pochi giorni prima, il 9 agosto dello stesso anno. Una terza edizione in volgare, ma con le figure in formato ridotto, verrà stampata dai due fratelli il 20 ottobre.

La Pronosticatio, testo profetico stampato per la prima volta in Germania nel 1488 in due edizioni apparse in contemporanea in latino e tedesco, approdò in Italia nella redazione latina per vie e in date sconosciute; sarà poi immediatamente tradotto da un anonimo in circostanze totalmente oscure, corrispondenti o precedenti la prima stampa oggi conosciuta (Modena, Roccocciolo, 1490 o 1492). Le edizioni italiane risultano essere quattordici, in un arco temporale compreso tra il 1490-‘92 e il 1532, nelle città di Venezia, Milano, Modena e Brescia, con la maggioranza delle edizioni licenziate a Venezia e a Modena.

“All'approssimarsi del nuovo secolo, quando l'opera poteva presentarsi come un allettante pronostico valido per l'intero primo cinquantennio del Cinquecento, furono stampate almeno tre edizioni della Pronosticatione in vulgare in tre città diverse (Milano, Venezia, Brescia). A distanza di un decennio si approprierà del Lichtenberger l'officina veneziana dei fratelli Nicolò e Domenico del Gesù, che sottoscrisse tre edizioni, una delle quali in latino, in un solo anno (1511). L'iniziativa pare provenisse da un ufficiale della Serenissima, forse comprensibilmente interessato alle previsioni di natura politico-militare, soprattutto nei rapporti col Turco, disseminate nell'opuscolo […] Agli occhi degli editori il Lichtenberger ritorna un lucroso bestseller, di cui si appropria la tipografia veneziana, solo nel 1511. Fra agosto e ottobre i fratelli Nicolò e Domenico del Gesù, titolari dell'omonima libraria nelle centralissime Mercerie presso campo San Zulian, appongono la propria inconfondibile marca tipografica del monogramma di Cristo a tre edizioni, una delle quali in latino. L'iniziativa, affidandoci alla testimonianza coeva stampata in appendice all'edizione Nicolò e Domenico del Gesù 9 agosto 1511, fu presa da quel messer ‘Sabastian de Venetia constestabile della Illustrissima Signoria', ossia ufficiale di grado minore dell'esercito della Serenissima, della cui identità rimaniamo però all'oscuro […] Dunque, nel 1492 messer Sebastiano, venuto a conoscenza del Lichtenberger tramite una delle edizioni incunabole modenesi e intuendone le possibilità editoriali, decise di pubblicarla anche a Venezia. Per qualche motivo che a noi sfugge, l'iniziativa fu però rimandata di una ventina d'anni e solo nell'agosto 1511 trovò un accordo con i fratelli del Gesù, accorti librai-editori, specializzati nella produzione e vendita di libri illustrati e stampe con incisioni […] Tornando ora ai fratelli del Gesù, nella società per il Lichtenberger svolgono il ruolo di probabili coeditori piuttosto che tipografi, poiché non risulta disponessero di una tipografia in proprio, ma erano soliti rivolgersi a officine esterne, prevalentemente quella dei Nicolini da Sabbio che sottoscrivono quasi la metà della trentina di edizioni impresse ‘ad instantia de Nicolò e Domenego fratelli quali tien per insegna el Yesus' registrate dai repertori. Quasi certamente spetta invece al loro atelier la realizzazione dell'intero corpus silografico, che venne a quest'altezza rimodulato sulle edizioni incunabole modenesi piuttosto che su quelle d'Oltralpe. Nella serie prodotta per i del Gesù si evidenzia una netta presa di distanza dall'accentuazione espressionistica di matrice tedesca cui era ancora legato l'intagliatore modenese. La resa dei tratti fisionomici, pur semplificata, risulta più naturale, così come la collocazione nello spazio delle figure, cogliendone gli aspetti di dialogo, lascia qui trasparire la consapevolezza della pittura narrativa coeva veneziana” (G. Petrella, La Pronosticatio di Johannes Lichtenberger. Un testo profetico nell'Italia del Rinascimento, Udine, 2010, pp. 13, 65-67, 70-71)

“La Pronosticatio è una profezia astrologica che copre un lungo arco di tempo, fino al 1567. Il suo successo fu enorme, come testimoniano anche le 14 edizioni stampate nella sola Italia. Il testo fu concepito accompagnato da un apparato di immagini di oltre quaranta silografie – molte di esse con protagonisti zoomorfi – che pressoché la totalità dei testimoni a stampa riporta. Lichtenberger apre con una sorta di teoria della profezia, ma senza approfondire troppo la materia. Si tratta piuttosto di una serie di luoghi comuni circa il tema della predizione. L'autore attribuisce il dono della veggenza a tre fattori: lunga vita, e quindi esperienza; conoscenza e padronanza delle leggi astrologiche; rivelazione di Dio attraverso lo Spirito Santo. Egli non discute la questione del libero arbitrio, non fornisce spiegazioni fisiche o matematiche e nemmeno fa riferimento ad autorità scientifiche del suo tempo. L'introduzione è seguita da una preghiera dell'autore, poi dal vero e proprio inizio della Pronosticatio, che si apre con l'enunciazione dell'imminente orrenda congiunzione tra Saturno e Giove. L'opera è quindi suddivisa in tre parti, di cui la prima conta tre capitoli (un'ammonizione rivolta al Papa, una alla Cristianità tutta, una all'Impero), la seconda trentasette capitoli (contiene perlopiù interpretazioni di varie profezie precedenti, riferendosi alle Sibille, a Reinhardo Lollardo, Gioachino da Fiore, Santa Brigida, Metodio, Daniele ecc., e fa riferimenti a eventi storici relativi al Regno di Francia e all'Impero), e la terza quattordici (Restat nunc tertio ut de vulgi statu aliqua, dicerem ‘Heu, multe namque inter privatos homines rixe et contentiones erunt'); quest'ultima sezione consiste in una lista di piccole profezie circa il destino di alcune città, popolazioni e nazioni europee, più che altro riguardanti le condizioni future del popolo, il terzo stato. Ciò che caratterizza questo testo e lo rende interessante per i suoi contemporanei è che si riferisce eterogeneamente a tre soggetti (e, in un certo senso, a tre differenti schiere di lettori): il Papa (e con esso le gerarchie ecclesiastiche), l'Imperatore e il mondo secolare. Senza andare oltre, appare comprensibile come e perché questa profezia incontrò un così vasto pubblico. Il concetto che Lichtenberger trattiene maggiormente dalle sue letture e dalle sue fonti è quello della renovatio gioachimita” (M. del Savio, “Molte altre anchora profetie abiano veduto”. Alcuni testi profetici “intrusi” nell'unica copia manoscritta conosciuta della Pronosticazione del Lichtenberger, in: “Laboratoire italien [En ligne]”, 21, 2018).

 

Edit 16, CNCE63223; Essling, 1252; Sander, 3968; De Marinis, Il Castello di Monselice, p. 67; D. Fava, La fortuna del pronostico di Giovanni Lichtenberger in Italia nel Quattrocento, in: “Gutenberg Jahrbuch”, 23, 1930, pp. 133-138, nr. 6; Petrella, nr. 8; J. Green, Printing and Prophecy: Prognostication and Media Change 1450-1550, Ann Arbor (MI), 2012, pp. 43-55.


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