Provisione et ordine sopra le Pompe, & vestire cosi di Donne come de gli Huomini, Apparati di Dote, & Banchetti, di ordine dellíIlustriss, & Reverendiss. Monsig. Gio. Battista Castagna Cardinale di San Marcello Legato di Bologna. Publicata in Bologna alli 19. & reiterata alli 23. Di Decembre. MDLXXXIIII

Autore BOLOGNA SUMPTUARY LAWS ON CLOTHS, JEWLERY, FEASTS AND BANQUETS.
Tipografo Alessandro Benacci
Dati tipografici Bologna, 
Prezzo Venduto/Sold
Provisione et ordine sopra le Pompe

In-4°. Carte [4]. Collazione: A4. Cartonato posteriore. Al frontespizio stemmi xilografici del Cardinale Giovanni Battista Castagna, di papa Gregorio XIII e di un altro cardinale non identificato.

PRIMA EDIZIONE di questa revisione delle leggi suntuarie che regolavano gli abiti, le doti e le feste, promulgate dal cardinale Gabriele Paleotti nel 1568 e più volte riviste fino alla fine del secolo (cfr. R. Campioni, Libri di merlette e disposizioni suntuarie nel secolo XVI: alcune indicazioni per l'Emilia Romagna, in: “Le trame della moda”, A.G. Cavagna & G. Butazzi, eds., Roma, 1995, pp. 125-149; inoltre P. Goretti, La regolamentazione delle apparenze: vesti e ornamenti nella legislazione suntuaria Bolognese del XVI secolo, in: “Schede umanistiche”, 1996, no. 2, pp. 117-137).

Le abitudini relative all'abbigliamento femminile attiravano particolari attenzioni: le gonne non dovevano essere né troppo lunghe né troppo corte, i gioielli dovevano essere indossati con moderazione. Un singolo filo di perle era accettabile, a patto che non risultasse troppo lungo (altre variazioni erano legate allo stato civile della donna). Alcune eccezioni erano consentite ai matrimoni, ma anche in questo caso l'ordine sociale doveva essere mantenuto e le donne dovevano essere vestite in base al loro grado e rango. La violazione di queste norme era punita con multe, che aumentavano in caso di recidiva, assai frequente nel corso dei banchetti nuziali e di feste pubbliche o private, durante le quali non potevano essere serviti più di un piatto di arrosto e di uno di carne bollita. Bandite erano le trote, gli storioni, i pesci di lago, ma anche i pasticci, le confetture e qualsiasi altra cosa fatta di zucchero. Le ostriche potevano essere servite solamente durante pasti privati aventi un numero pari o inferiore a venti commensali; le colazioni dovevano essere servite in camera, a tavola e non diversamente, e dovevano prevedere porzioni modeste, semplici prodotti di pasticceria e frutti di ogni tipo, secondo il periodo dell'anno (cfr. M.G. Muzzarelli, Guardaroba medievale: vesti e società dal XIII al XVI secolo, Bologna, 1999, pp. 268-85 and 306-49; inoltre F. Battistini, L'industria della seta in Italia nell'eta moderna, Bologna, 2003, pp. 176-184).

Universal STC, no. 865850; R. Campioni, op. cit.,p. 148; M.G. Muzzarelli, ed., Le legislazioni suntuarie secoli XIII-XVI. Emilia Romagna, Roma, 2002, pp. 42-43; Z. Zanardi, ed., Bononia manifesta. Bandi, editti, costituzioni e provvedimenti diversi stampati nel XVI secolo per Bologna e il suo territorio, Firenze, 1996, p. 226, no. 1555.

 

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