Rerum Medicarum Libri Quatuor. [And:] Chirurgicorum Libri Tres

Autore PRISCIANUS, Theodorus (c. 4th-5th century A.D.)]-NEUENAR, Hermann von editor (1492-1530)-ALBUCASIS (al-Zahrāwī, Abū ʻl-Qāsim, c. 936-c. 1013).
Tipografo Johann Schott
Dati tipografici Strasbourg, 
Prezzo Venduto/Sold
Rerum Medicarum Libri Quatuor. [And:] Chirurgicorum Libri Tres

Due opere in un volume in-folio (mm 305x205). Pagine [8], 319, [1 bianca]. Segnatura: [π]4 a-z6 aa-bb6 cc4 dd6. Frontespizio entro cornice ornamentale xilografica, numerose illustrazioni xilografiche nel testo dell'Albucasis che mostrano una grande varietà di strumenti chirurgici, 8 xilografie a piena pagina realizzate da Hans Waechtlin (“uomo ferito”, cauterizzazione, amputazione, estrazione di una freccia, salasso, scheletro e due operazioni di trapanazione), iniziali xilografiche. Le xilografie a piena pagina comparvero per la prima volta nel Feldtbuch der Wundartzney di Gersdorff (Strassburg, 1517) (cfr. E. Lane Furdell, Textual Healing: Essays on Medieval And Early Modern Medicine, Leiden, 2005, p. 84). Pergamena rigida coeva (la pergamena proviene da un bifolio manoscritto scritto su due colonne e rubricato), dorso a tre nervi con titolo manoscritto. Titolo manoscritto al taglio inferiore, contropiatti e risguardi originali, legacci mancanti, cuffie leggermente danneggiate, minime mancanze al piatto posteriore, lievi aloni. Al recto del risguardo anteriore numero di collocazione “mmx24”. Nota di possesso di Giovanni Girolamo Sbaralei al frontespizio (“Jo. Hiermi Sbaralei”). Un po' arricciato l'angolo superiore esterno della prima carta, lievi bruniture ed aloni marginali, piccoli timbri cancellati al recto della carta [π]2 e al verso dell'ultima carta, che non interessano il testo. Nel complesso ottima copia genuina ad ampi margini.

Priscianus: specializzazione emisferica del cervello
Albucasis: la piu' importante opera chirurgica lasciataci dagli Arabi

PRIMA EDIZIONE COMPLETA delle opere mediche di Priscianus, curata dall'umanista Hermann von Neuenahr sulla base di un codice (ora presso la Bibliothèque Royale di Bruxelles) che risale probabilmente alla fine dell'XI o all'inizio del XII secolo e che in origine apparteneva al monastero di San Pantaleone a Colonia (cfr. R. Calcoen, ed., Inventaire des manuscrits scientifiques de la Bibliothèque Royale de Belgique, Bruxelles, 1965, I, pp. 41-42). Tratto in inganno da una riga al verso della prima carta di quel codice, Neuenahr attribuì erroneamente l'opera a Octavius Horatianus. Neuenahr morì nel 1530, prima che potesse completare il suo progetto, che fu pubblicato dal nipote Hermann il Giovane due anni più tardi. Nel frattempo i primi tre libri delle opere mediche di Priscianus erano stati pubblicati a Basilea nel 1532 da Sigismund Gelenius col titolo Euporista (“Remedies”). Nell'edizione di Gelenius non figurano alcuni capitoli dei primi tre libri e l'intero quarto libro, ma il testo risulta correttamente attribuito a Priscianus.

Theodorus Priscianus, allievo del medico Vindicianus, visse alla corte di Costantinopoli nel corso del IV secolo e ottenne la dignità di Archiatra. Il suo trattato principale, il Rerum Medicarum Libri Quatuor, si divide in quattro libri: nel primo si tratta delle malattie esterne, nel secondo di quelle interne, nel terzo delle malattie femminili e nel quarto di fisiologia. L'autore, nella sua prefazione, critica le dispute mediche tenute al capezzale dei pazienti e la tendenza a preferire i rimedi di paesi lontani piuttosto che quelli indigeni (cfr. P. Prioreschi, Roman Medicine, Omaha, NE, 1998, pp. 516-519). Nel quarto libro è incluso il trattato De semine di autore sconosciuto, talvolta identificato con l'insegnante di Priscianus, Vindicianus. Il trattato contiene il più antico riferimento alla specializzazione emisferica del cervello (cfr. G.J.C. Lokhorst, The first theory about hemispheric specialization: Fresh light on an old codex, in: “Journal of the History of Medicine and Allied Sciences”, 51/3, 1996, pp. 293-312).

Hermann von Neuenahr, nativo di Colonia, studiò sotto Johannes Caesarius e dal 1509 presso l'Università di Bologna. Dopo il suo ritorno in Germania fu eletto consigliere di Aquisgrana e nel gennaio del 1524 prevosto ed arcidiacono del Capitolo di Colonia, uffici che furono uniti a quello di cancelliere dell'Università di Colonia. Fervente sostenitore di Johannes Reuchlin e amico di Erasmo, Neuenahr fu un umanista poliedrico ed un eccelso filologo, storico e botanico. Morì nel 1530 durante la Dieta di Augusta (cfr. C.G. Nauert, Graf Hermann von Neuenahr and the Limit of Humanism in Cologne, in: “Historical Reflections”, XV, 1988, pp. 65-79).

La seconda parte del volume comprende il trattato chirurgico di al-Zahrāwī, Abū'l-Qāsim, comunemente noto come Albucasis. Si tratta del libro trenta del suo famoso lavoro enciclopedico Kitab at-Tasrif ("Il metodo della medicina"). Quella presentata nel volume è la versione latina del XII secolo di Gerardo da Cremona, pubblicata per la prima volta a Venezia nel 1497 (con ristampe nel 1500, 1520 e 1531). La presente e' pertanto la quinta edizione, la prima ad essere stampata fuori dall'Italia.

Il trattato di Albucasis, il primo trattato chirurgico indipendente mai scritto, contiene numerose illustrazioni di strumenti chirurgici, per lo più inventati dallo stesso Albucasis, accompagnate da istruzioni dettagliate relative al loro utilizzo, che vanno da un abbassalingua all'estrattore di denti, dal catetere e ad un elaborato dispositivo ostetrico. La varietà di operazioni descritte nell'opera è sorprendente. Albucasis si sofferma sui salassi, sulle operazioni di ostetricia, sul trattamento delle ferite, sull'estrazione delle frecce e sulla sistemazione delle fratture. Promuove inoltre l'uso di antisettici per la cura di ferite e lesioni della pelle e progetta di creare suture utilizzando intestini di animali, seta, lana e altre sostanze. Descrive l'esposizione e la divisione dell'arteria temporale per alleviare alcuni tipi di mal di testa, il dirottamento delle urine nel retto, la mastoplastica riduttiva e la rimozione della cataratta. Scrive ampiamente riguardo alle lesioni delle ossa e delle articolazioni, menzionando anche le fratture del setto nasale e delle vertebre. L'autore ancora descrive l'uso delle caustiche in chirurgia, la tonsillectomia, la tracheotomia e la craniotomia, che aveva eseguito su un feto morto. Spiega inoltre come utilizzare un uncino per estrarre un polipo dal naso, come usare una siringa a bulbo, da lui inventata, per fare clisteri ai bambini e come utilizzare una siringa metallica e uno speculum per estrarre i calcoli della vescica.

Albucasis descrive per primo la cosiddetta "posizione di Walcher" in ostetricia e le circostanze ereditarie proprie dell'emofilia, ed è il primo a rappresentare archi dentali, abbassalingua e cateteri di piombo. Descrive inoltre, molto prima di Ambroise Paré, la legatura dei vasi sanguigni, l'operazione per la rimozione del cancro al seno, la litotripsia per l'eliminazione dei calcoli alla vescica e le tecniche per rimuovere le cisti tiroidee.

Albucasis fu uno dei primi chirurghi plastici, compì diversi interventi di questo tipo e introdusse l'utilizzo dell'inchiostro per segnare prima dell'operazione le incisioni che poi avrebbe poi eseguito sui pazienti. Con la traduzione in latino delle sue opere iniziò la sua straordinaria influenza sulla chirurgia in occidente. Il chirurgo francese Guy de Chauliac nella sua Chirurgia Magna, completata intorno al 1363, cita Albucasis oltre duecento volte. Pietro Argellata (d. 1423) descrive Albucasis “come senza dubbio il piu' grande di tutti i chirurghi”. Un'altro chirurgo francese, Jacques Daléchamps, fece ampio uso dell'At-Tasrif nella sua Chirurgie françoise (1569), confermando il grande prestigio di Albucasis lungo tutto il Medio Evo e fino al Rinascimento (cfr. S.K. Al-Ghazal, Al-Zahwiri (Albucasis). A Light in the Dark Middle Ages in Europe, in: “Journal of the International Society for the History of Islamic Medicine”, 1/3, 2003, pp. 37-38).

In questa edizione sono aggiunte otto xilografie a piena pagina tratte dal Feldtbuch der Wundtartzney di Hans von Gersdorff (1517). Queste illustrazioni, di straordinaria qualità, furono realizzate da Hans Wechtlin di Strasburgo e costituiscono “some of the most instructive pictures of early surgical procedure in existence; in particular, the first picture ever made of an amputation” (F.H. Garrison, Introduction to the History of Medicine, Philadelphia & London 1929, p. 202). Esse raggiunsero il punto più alto nelle illustrazioni mediche per la loro straordinaria vividezza e costituirono un'importante fonte d'ispirazione per numerosi illustratori successivi. Tra di esse si trovano l'illustrazione di un "uomo ferito", quella di un'operazione  al petto compiuta su di un campo di battaglia e quella di un manichino che mostra i visceri. Le illustrazioni che mostrano l'uso del trapano sono particolarmente interessanti, “an example of the finest woodcut graphic art of the early sixteenth century” (R. Herrlinger, History of Medical illustration, London, 1970, p. 142). Gli strumenti chirurgici raffigurati nelle xilografie sono ovviamente quelli utilizzati nel periodo rinascimentale (cfr. J. Kirkup, The Evolution of Surgical Instruments: An Illustrated History from Ancient Times to the Twentieth Century, Novato, CA, 2005, pp. 26).

Abulcasis è considerato come il padre fondatore della chirurgia moderna. Fu il primo a mettere in pratica una serie di interventi chirurgici, in parte perfezionando quelli del passato, in parte progettandone dei nuovi lui stesso. Originario di Cordova, nella Spagna musulmana, fu indubbiamente il più grande rappresentante della chirurgia ispano-islamica nello stesso periodo in cui fu attivo anche Avicenna. La grande rivalità tra l'Abbaside Baghdad e l'Omayyade Cordova raggiunse in questo periodo il proprio apice. Fu per molti anni medico di corte del califfo al-Hakam II.

VD 16, A-60 and T-840; Adams, P-2119; Durling, nr. 3764. M. S. Spink & G. L. Lewis, eds., Albucasis on surgery and instruments; a definitive edition of the Arabic text with English translation and commentary, London, 1973, p. X; Benzing (Strassburg), 1514; Waller, 7646; Wellcome, I, 5256; Choulant, 217.

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