Συμμίκτον, sive, Miscellaneorum decas una.

Autore NANNIUS, Petrus (Pieter Nanninck, 1496-1557).
Tipografo Godefroy and Marcellin Beringen
Dati tipografici Lyon, 1548
Prezzo 350,00
Συμμίκτον sive Miscellaneorum decas una

In 8°; mezza pergamena tardo seicentesca, tassello con titolo in oro al dorso, piatti marmorizzati; pp. 263, (1). Marca editoriale al frontespizio. Macchie di umidità al margine inferiore nella parte centrale del volume, ma nel complesso buona copia.

RISTAMPA della prima edizione di Lovanio (pubblicata lo stesso anno) della raccolta di saggi filologici, in prevalenza presentati dall'umanista belga nel corso delle sue lezioni presso il Collegium Trilingue di Lovanio. “Sans être volumineux, ce receuil est l'un de ceux qui ont le plus contribué à établir la renommée philologique de son auteur; il donne en effet, une idée générale de sa sagacité, de la moderation de son caractère et de l'étendue de son erudition” (A. Polet, Une gloire de l'humanisme belge Petrus Nannius, Louvain, 1936, p. 144). L'opera is apre con la dedica al politico inglese William Paget datata 1 giugno 1548 (cf. Oxford Bibliographical Society, Proceedings & Papers, 1927, I, p. 210).

     I dieci libri del volume contengono un'interpretazione di Terenzio (Libri I e II); un commento ad Orazio (Libro III: contiene inoltre un resoconto della scoperta di quattro antichi manoscritti di Oratio nella biblioteca del monastero benedettino di San Pietro, a Gand, o “Mont Blandin”. Questi sono I cosiddetti “Blandinian manuscripts”, che andarono distrutti nell'incendiò del monastero nel 1566); un'interpretazione di alcuni passi delle Satire e delle Epistole di Orazio (Libro IV); commenti ad alcuni brani di Livio (Libro V); un commento ad alcuni passaggi della Bucolica e dell'Eneide di Virgilio (Libri VI e VII); una difesa di Erasmo contro Robortello (Libro VIII, vedi sotto); il commento ad alcuni passaggi di Cicerone (Libro IX) e diversi commentari sulla geologia, sull'etimologia, sulla grammatica comparata, sull'astronomia antica, sulla storia e sul diritto romano (Libro X) (cf. L. Laureys, Petrus Nannius als Philologe und Literaturkritiker im Lichte seines Kommentar's zur ‘Ars Poetica' des Horaz, in: “Transformations of the Classics via Early Modern Commentaries”, A.E. Enekel, ed., Leiden, 204, pp. 91-110).

     L'umanista italiano Franceso Robortello, soprannominato "Canis grammaticus" (cane della grammatica) per il suo atteggiamento esigente e conflittuale, nell'opera “Variorum locorum annotationes (1543)” critica alcune delle parafrasi degli Apophthegmata di Diogene Laerzio fatte da Erasmo. “The shortcomings of Robortello's Annotationes were notices by Petrus Nannius, who devoted chapter VIII of his Miscellanea (1548) to the defense of Erasmus Apophthegmata. The first part of this chapter consist of a detailed discussion and, if possible, refutation of Robortello's notes. Contrary to Robortello, the Leuven professor shows a clear understanding of Erasmus' intention and method, without being blind to the errors he came across. He does not deny that the Italian critic was sometimes right, but disapproves of the acerbitas of his tone. Nannius quotes Robortello's annotations almost in full before discussing them. Sometimes he proves that Erasmus' interpretation was right. In other cases he tries to explain why Erasmus rendered the apophthegm as he did, or at least to mitigate the criticism. The second part of the chapter VIII, were Nannius corrects Erasmus' interpretation of nineteen other apophthegms, departs from the same benevolent attitude” (T.L. Ter Meer, Introduction, in: “Opera Omnia Desiderii Erasmi Roterdami. Ordinis Quarti. Tomus Quartus: Apophthegmata”, Leiden 2010, p. 21).

     Petrus Nannius (Pieter Nanninck) nacque ad Alkmaar, dove Alardus di Amsterdam, gli insegnò latino presso l'allora famosa scuola locale. Tra gli altri furono suoi insegnanti Bartolomeo di Colonia, Rutgerus Rescius e Johannes Murmellius. Nel novembre del 1518 iniziò gli studi presso l'Università di Lovanio, dove probabilmente incontrò Erasmo. Dopo la laurea, insegnò per un anno presso la scuola latina della sua città natale e nel 1521 fu nominato rettore della scuola latina di Gouda. Durante questo periodo fu pubblicata la sua commedia “Victus” (1522). Alla morte di Erasmo, nel 1536, Nannius contribuì alla raccolta di epitaffi a cura di Rutgerus Rescius (Lovanio, 1537). Alla morte dell'amico Conrad Goclenius, nel gennaio del 1539, Nannius gli succedette come insegnante di latino presso il Collegium Trilingue di Lovanio, ruolo che conservò fino alla propria morte. La grande fama raggiunta in questo periodo è legata ai suoi commentari sugli scritti di Orazio, Cicerone, Virgilio e Lucrezio.

La sua corrispondenza mostra quanto fosse vasta la sua rete di amicizie, e quanto fossero frequenti i confronti con studiosi e politici, tra i quali occorre ricordare Nicolas Olah, che sarebbe divenuto prelato di Ungheria, Nicolas e Antoine Perrenot de Granvelle, Giacomo Fieschi, vescovo di Savona, Stephen Gardiner, vescovo di Wincester, l'umanista portoghese Damião de Goes e Achilles Statius, il diplomatico inglese Nicholas Wotton, Edmond Bonner, vescovo di London, l'umanista inglese Roger Asham, Henri Estienne e molti altri (cf. A. Polet, op. cit., pp. 3-28 and H. de Vocht, History of the Foundation and Rise of the Collegium Trilingue Lovaniense, 1517-1550, Louvain, 1955, IV, pp. 460-461).

Adams, N-20; Baudrier, III, p. 47; Gültlingen, X, p. 46, no. 44; USTC, no. 115101.

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