Volumina quaedam nuper excussa, numero et ordine, qui subiicitur. De libris suis quibusdam nunc primùm in lucem editis & argumentis eorum. De principum doctrina, magnum, & varium, & elegans opus, libris IX distinctum, in quo plurima de veterum heroum, regum, imperatorum gestis, & regimine continentur. In funere Io. Francisci Nattae patruelis, oratio. In obitu illustrissimi Hieronymi Adurni, laudatio, seu consolatio. Pro se & fratribus, seu pro familiarum dignitate. Quumsuscepit Mantuae magistratum Rotae, oratio. Post absolutionem gesti magistratus alia oratio. De christianorum eloquentia liber. Venezia, [Paolo Manuzio], 1562. (Legato con:) IDEM. De pulchro et obiter de universa mundi fabrica, deque hominis aliarumque rerum, rationabili structura. Libri sex. Cum indice copiosissimo, omnium rerum memorabilium. Venezia, Francesco Portonari, 1555.

Autore NATTA, Marco Antonio (m. 1568) .
Tipografo [Paolo Manuzio] - Francesco Portonari
Dati tipografici Venezia, 1562 - 1555
Prezzo € 2.900,00
Volumina quaedam nuper excussa - De pulchro et obiter

Due opere in un volume in folio (mm 300x210); cc. 83, (1 bianca); (10), 148. Segnatura: A-X⁴; 110a-z⁶A⁶B⁴. Legatura in piena pergamena coeva con titolo manoscritto lungo il dorso, sul quale è stato aggiunto posteriormente un tassello col titolo in oro. Marca editoriale del Manuzio al frontespizio e in fine della prima opera, marca editoriale al frontespizio della seconda. Fregi ed iniziali xilografiche. Mancanza all'angolo superiore del piatto anteriore, piccoli segni di tarlo sul margine del risguardo anteriore e del primo titolo senza danno, minimi aloni marginali su poche carte, macchia alle cc. 52-53 della seconda opera, qualche lieve brunitura, ma bellissima copia di grande freschezza e dai margini molto ampi. Al titolo firma di appartenenza coeva “Carolus Thebaldus Brix.”; altra firma posteriore al contropiatto.

INTERESSANTE VOLUME MISCELLANEO che raccoglie vari scritti occasionali e storico-filosofici di Marco Antonio Natta. I testi contenuti nella prima opera sono tutti in prima edizione, mentre il De pulchro era già apparso a Pavia nel 1553.

Nella prima opera, che si apre con un'introduzione dell'autore sugli scritti che seguono nel volume, spiccano, in particolare, il De principum doctrina, un dialogo che vede come interlocutori Alberto Carretti, Giovanni Battista e Marco Natta, in cui si discutono le caratteristiche e qualità che deve avere un principe, e il De christianorum eloquentia liber, un trattatello sull'eloquenza nell'oratoria cristiana.

Il De pulchro costituisce un esaustivo trattato di stampo eminentemente platonico-cristiano sulla bellezza e l'amore, che contiene vari riferimenti all'immortalità dell'animo, al rapporto fra corpo ed anima e fra uomo ed animali, alle arti, alla scienza, alle aree geografiche del mondo e alle differenze degli uomini che le abitano, incluse le terre di recente scoperta che l'autore chiama “Pacifica terra ultra oceanum”.

L'autore, nacque ad Asti nei primi anni del XVI secolo, da Secondino, signore di Isola d'Asti, e da Andrietta Asinari di Cartosio. I suoi antenati paterni erano riusciti ad accrescere il prestigio del casato ponendosi al servizio dei Paleologi, marchesi del Monferrato, come giuristi. Marco Antonio frequentò l'Università di Pavia, seguendo i corsi di Francesco Corti junior, Filippo Decio, Giasone del Maino. Fu qui che, oltre ad apprendere in modo perfetto le tecniche interpretative del diritto comune, approfondì il suo latino, formandosi uno stile peculiare. Fu chiamato a ricoprire diverse magistrature e fu nominato giudice della Rota di Genova (istituita nel 1529). Seguendo la tradizione familiare di fedeltà dinastica, si mise al servizio dei Gonzaga, legittimi successori dei Paleologi. Fu nominato senatore del Senato di Casale, carica che ricoprì fino alla morte. Si impegnò anche come giurista consulente e saltuariamente nell'attività didattica Pavia. Morì a Casale il 7 settembre 1568 e fu sepolto ad Asti, nella cappella di famiglia nella collegiata di san Secondo. Svolse pure l'attività di giurista consulente, poi raccolta nei Consiliorum sive responsorum… tomi IV (Lione, I, 1558; II, 1559; III, 1567; IV, Venezia, 1572), e, saltuariamente, anche attività didattica nel 1567-68, «extra ordinem», a Pavia. Natta fu sempre cultore delle lettere e cristiano di profonda spiritualità. S'impegnò nella riflessione su temi teologici e letterari coltivati unendo l'umanesimo di stampo erasmiano alla religione e allo slancio didascalico, dottrinale e moralistico. Il suo stile peculiare trasse ispirazione da numerose suggestioni, compresa la lezione del dialogo De vero falsoque bono di Lorenzo Valla (cf. A. Lupano, Natta, Marco Antonio, in: “Dizionario Biografico degli Italiani”, LXXVIII, 2013, s.v.).

Edit 16, CNCE47076 e CNCE35847; Adams, N-71 e N-70.

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