Commentario sopra la legge dell’eccellentissimo Senato Veneto fatta l’anno M.D.LXXXVI. a XV. di Decembre. Nel quale, conforme alle determinationi della Sereniss. Republica, & secondo le leggi universali de’ feudi summariamente si tratta di tutta la materia feudale. Opera a prencipi, a feudatarii, & a tutti gli studiosi di questa materia, utilissima. Del S. Giovanni Bonifaccio giureconsulto et della serenissima Republica di Venetia assessore primario […]

Autore BONIFACIO, Giovanni (1547-1635).
Tipografo Paolo Antonio Sanzonio
Dati tipografici Venezia, 
Prezzo Venduto/Sold
Commentario sopra la legge dell’eccellentissimo Senato Veneto fatta l’anno M.D.LXXXVI. a XV. di Decembre

CON IL RITRATTO DELL'AUTORE INCISO DA ISABELLA PICCINI

In 4to (mm. 210x150). Pp. [24], 194, [14]. Vignetta in legno al titolo. Segnatura: *4 2*4 **4 A-Z4 Aa-Cc4. Con il ritratto dell'autore inciso in rame a piena pagina da Isabella Piccini alla c. *4. Pergamena rigida coeva. A tratti lievemente brunito, ma ottima copia genuina.

SECONDA EDIZIONE (la prima era apparsa a Rovigo nel 1624) di questo ampio trattato storico-giuridico, frutto della lunga esperienza di giurista e magistrato dell'autore al servizio della Serenissima, “nel quale, avendo come punto di riferimento la legge senatoria sui feudi del 15 dic. 1586, il Bonifacio ne allargava l'interpretazione sino a ‘trattare la materia feudale, non solo secondo le leggi ed osservanze della Repubblica, ma eziandio secondo le consuetudini feudali, che sono state alle romane leggi unite, e secondo quello che è stato da' dottori scritto' ” (G. Benzoni, Bonifacio, Giovanni, in: “Dizionario Biografico degli Italiani”, XII, 1971, s.v.).

L'opera, giudicata ancora valida, fu ristampata a Venezia nel 1844 su suggerimento di un consigliere di corte d'appello, Carlo Trolli, arricchita delle deliberazioni più importanti della legislazione posteriore al Bonifacio.

Suor Isabella Piccini (1644-1734), al secolo Elisabetta, nasce a Venezia da una famiglia di incisori. Il padre e lo zio la educano sin dalla più tenera età alla pratica del disegno e del bulino. Alla morte di quest'ultimo nel 1663, a soli 19 anni, Elisabetta presenta al Doge la domanda per l'autorizzazione in esclusiva alla stampa di alcuni soggetti da lei incisi. Nel 1666 entra nel convento francescano di Santa Croce a Venezia e cambia il nome in Isabella. In convento Isabella eserciterà la sua arte in tutta tranquillità per il resto della sua vita. Molto richiesta dai tipografi veneti, collaborerà a Venezia con Bartoli e Baglioni, a Padova con la Tipografia del Seminario, a Brescia con Gromi e, soprattutto, a Bassano coi Remondini, con i quali avrà una relazione d'affari di oltre quarant'anni ed un fitto epistolario. Nel 1718 viene nominata vicaria del convento, carica che mantiene fino al 1724. La produzione della Piccini è legata soprattutto alla illustrazione di testi sacri (messali, breviari, ecc.), ma include anche ritratti e stampe divulgative di genere profano.

Catalogo unico, IT\ICCU\TO0E\001274.

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