Della serie degli antichi duchi e marchesi di Toscana con altre notizie dell'Imperio Romano e del Regno de' Goti e de' Longobardi parte prima dall'esilio di FL. Momillo Augustolo alla morte d'Ottone III. imperadore raccolta da Cosimo della Rena accademico fiorentino, e della Crusca, al sereniss. granduca Cosimo III.

Autore: DELLA RENA, Cosimo (1615-1696)

Tipografo: per i successori di Niccolò Cocchini

Dati tipografici: Firenze, 1690


CON UNA TAVOLA GENEALOGICA NON CENSITA

 

In folio (mm. 355x250). Pp. XX, 258, [2] con una tavola fuori testo contenente la Statua di Eraclio posta nella piazza della città di Barletta impressa in legno e 19 tabelle genealogiche in gran parte più volte ripiegate, di cui 1 fuori numerazione e non censita in altri esemplari e 18 numerate in numeri romani. Stemma mediceo sul frontespizio. Colophon e insegna della Crusca al recto dell'ultima carta. Iniziali e fregi xilografici. Mezza pergamena coeva con titolo in oro al dorso, piatti ricoperti di carta marmorizzata (piatto posteriore un po' iscurito). Mancanza restaurata al margine inferiore dell'occhietto, macchia al titolo, leggero alone al margine inferiore delle prime carte ed al margine superiore delle ultime, nel complesso bella copia genuina e marginosa.

 

PRIMA EDIZIONE. “Tre anni più tardi, nel 1690, vide la luce il frutto delle sue ormai decennali ricerche: la prima parte di Della serie dei più antichi duchi e marchesi della Toscana, in cui si ricostruiva, sulla base di un notevole apparato di spogli documentari, la sequenza cronologica dei primi signori della Toscana dai Goti a Ottone III. In quest'opera, che segue di appena nove anni il De re diplomatica di J. Mabillon, il D. non solo dimostra una sicura padronanza dei risultati acquisiti dall'erudizione bollandista e maurina, ma anche la piena coscienza della necessaria riforma nel metodo storico che ad essi consegue e di cui espone i caratteri essenziali nell'Introduzione: la distinzione fra autorità originali (‘le prove d'autentichi documenti' e il ‘testimonio di scrittori di que' tempi') e autorità derivate (gli ‘accreditati scrittori', cioè gli storici non contemporanei che non bisogna aver timore di smentire); l'importanza delle fonti extra letterarie (marmi, bronzi ecc.); la continua verifica e rimessa in questione dei risultati alla luce di nuove prove, secondo lo spirito di quel ‘metodo sperimentale' galileiano di cui viene tessuto un entusiastico elogio (p. 14). A questo primo volume avrebbe dovuto seguire un secondo (fino all'imperatore Rodolfo I) e un terzo, costituito dall'apparato critico e dalle note. Rimasta invece incompiuta, l'opera venne continuata da Ippolito Camici che la editò in opuscoli (Firenze 1764-1775) poi raccolti, seguendo un più rigoroso ordine cronologico, da Agostino Cesaretti e pubblicati a Firenze nel 1789 in sei tomi. Le numerose edizioni attestano del successo e del credito di cui l'opera continuò a godere per molto tempo. Ad essa attinse anche il Leibniz (che definì il Della Rena ‘diligens antiquitatuin ruspator') nella sua ricerca sulle origini della casa di Hannover" (D. Toccafondi Fantappiè, Della Rena, Cosimo, in: “Dizionario Biografico degli Italiani”, XXVII, 1989, p. 242).

 

Catalogo unico, IT\ICCU\UFIE\000355.


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