Drammaturgia di Leone Allacci divisa in sette indici

Autore ALLACCI, Leone (1586-1669).
Tipografo Mascardi
Dati tipografici Roma, 
Prezzo 1.500,00
Drammaturgia

LA PRIMA BIBLIOGRAFIA ITALIANA DI TEATRO

In 12mo (mm. 143x80). Pp. [24], 816. Segnatura:†12A-Ll12. Pergamena rigida coeva con titolo e fregio manoscritti al dorso. Piccolo foro e minime mancanze marginali al frontespizio, piccoli fori di tarlo al margine superiore delle prime otto carte che non interessano il testo, carta uniformemente brunita. Esemplare genuino nella sua prima legatura.

RARISSIMA PRIMA EDIZIONE. Una seconda edizione, accresciuta ed aggiornata da G. Cendoni ed A. Zeno, fu pubblicata a Venezia nel 1755 per i torchi di G.B. Pasquali. Si tratta della prima bibliografia di opere teatrali italiane edite ed inedite, nonché della prima opera di questo genere in qualsiasi lingua. Cominciata intorno al 1654 in collaborazione con A. Aprosio, la Drammaturgia faceva parte di un progetto, mai realizzato, che avrebbe dovuto culminare in una vera e propria storia della poesia italiana.

«È un repertorio fondamentale in quanto documenta la vasta produzione teatrale italiana dei secoli XVI-XVII, non solo quella raccolta nella sua preziosa collezione donata poi alla Biblioteca Vaticana, fornendo notizie di libri e di scenari ma anche di opere ancora inedite che circolavano manoscritte (fra esse la Bibliographia politica di Naudé). Esemplare altresì l'elaborazione dei dati attraverso sette indici: il principale per titoli, accompagnato da altri per nome, cognome, patria degli autori» (L. Balsamo, La bibliografia, Firenze, 1984, p. 68).

Leone Allacci nacque a Chio nel 1586. Il suo cognome è un adattamento italiano del greco Alàtzes (venditore di sale). Condotto in Italia dallo zio in giovanissima età, dopo varie peregrinazioni, l'Allacci giunse a Roma, dove nel 1599 entrò nel collegio di S. Atanasio, istituito per l'istruzione dei greci di fede cattolica. In collegio, oltre alla filosofia e alla teologia, egli apprese il latino e il greco antico. Terminati gli studi, dopo alcuni incarichi che lo riportarono per un certo periodo a Chio, si dedicò alla medicina, che apprese sotto la direzione dell'aristotelico Giulio Cesare Lagalla, di cui in seguito fu anche biografo. Tuttavia non esercitò mai la professione medica, in quanto fu assunto alla Biblioteca Vaticana. Nel 1622 ricevette l'incarico di eseguire il trasferimento della Biblioteca Palatina di Heidelberg, che era stata donata al papa da Massimiliano I, duca di Baviera. Di questo notevole episodio nella storia delle biblioteche europee egli fece una interessante relazione. Nel 1638 diventò bibliotecario del cardinale Francesco Barberini. Nel 1661 successe a Luca Holstenio come primo custode della Vaticana. Morì a Roma il 19 gennaio 1669.

In rapporti epistolari con vari importanti personaggi italiani e stranieri (A. Magliabechi, A. Aprosio, F. Ughelli, G. Naudé, Colbert e tanti altri), attraverso la pubblicazione delle sue numerose opere a Roma, Parigi, Lione e Colonia, divenne uno dei più stimati intellettuali europei del suo tempo. Dotato di straordinaria erudizione, tra le sue oltre sessanta pubblicazione spiccano in particolare gli scritti patristici, quelli di storia bizantina e soprattutto quelli riguardanti la storia dei rapporti fra la chiesa romana e la chiesa greca (cfr. D.B.I., II, pp. 467-471).

Catalogo unico, IT\ICCU\CAGE\000255; C. Jacono, Bibliografia di Leone Allacci (1588-1669), Palermo 1962, p. 40; Th. Besterman, A World Bibliography of Bilbiographies, New York, 1955, I, col. 1074; B. Breslauer-R. Folter, Bibliography, New York, 1984, nr. 63.

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