Sphaera mundi, seu Cosmographia, demonstratiua, ac facili methodo tradita: in qua totius mundi fabrica, vnà cum nouis, Tychonis, Kepleri, Galilaei, aliorumque astronomorum adinuentis continetur. Accessere I. Breuis introductio ad geographiam. II. Apparatus ad mathematicarum studium. III. Echometria, idest geometrica traditio de echo [?]

Autore: BIANCANI, Giuseppe (1566-1624)

Tipografo: Sebastiano Bonomi per Girolamo Tamburini

Dati tipografici: Bologna, 1620


In 4to (mm. 223x167). Pp. [24], 445 [i.e. 447], [1 bianca] con una tavola xilografica fuori testo più volte ripiegata. Ripetute nella numerazione le pp. 231-232. Frontespizio stampato in rosso e nero con vignetta xilografica al centro raffigurante la sfera celeste. Con numerose figure e diagrammi in legno nel tasto, tra cui un'illustrazione con volvella a p. 227. Iniziali e fregi xilografici. Pergamena floscia coeva con titolo manoscritto al dorso. Al contropiatto ex-libris Giorgio Tabarroni ed amici. Frontespizio completamente rimarginato e controfondato, minime tracce d'uso, per il resto ottima copia genuina.

 

PRIMA EDIZIONE, dedicata al marchese Pier Francesco Malaspina degli Edifici, di questo raro trattato di astronomia del gesuita Giuseppe Biancani, che aggiornò la Sphaera del Clavio, incorporandovi le scoperte di Galileo, Keplero ed altri e promuovendo con entusiasmo i progressi che venivano fatti nel campo dell'astronomia. In particolare, Biancani difese la posizione di Galileo riguardo ai rilievi lunari. A causa dei suoi eccessivi entusiasmi per la causa galileiana, gli altri scritti del Biancani non furono mai approvati per la pubblicazione dai censori del suo Ordine (cfr. W. A. Wallace, Galileo's Jesuit connections and their influence on his science, in: M. Feingold, ed., “Jesuit Science and the Republic of Letters”, Cambridge MA-London, 2003, pp. 108-9).

La Sphaera mundi fu ristampata nel 1630, mentre un'edizione ampliata, comprendente per la prima volta una seconda parte sugli orologi solari, fu pubblicata a Modena nel 1635.

“In present-day literature [Biancani] is sometimes depicted as an opponent of Galileo and the new science, but his exchanges in the unpublished sources with several Jesuit censors over his two main books show that quite the opposite was the case. These documents clearly reveal a split within the Jesuits at that time between the philosophers of orthodox Aristotelian persuasion and a group of mathematicians and astronomers, including Biancani, who advocated the autonomy of astronomy and mathematics and a more quantitative and descriptive approach, which resulted in some quite anti-Aristotelian views. Thus although he disputed some of Galileo's calculations, Biancani agreed that the surface of the Moon was mountainous and not a smooth sphere; he also maintained that the heavens were composed of fluid matter, not solid spheres, another anti-Aristotelian view” (R.J. Blackwell, Galileo, Bellarmine, and the Bible, Notre Dame IN, 1991, pp. 148-9).

La Sphaera del Biancani include tre appendici su vari argomenti solo vagamente legati alla cosmologia. La prima, sulla geografia, contiene una discussione sull'origine delle montagne che influenzò la Geographia generalis di Bernhardus Varenius (1650). La seconda appendice, Apparatus ad mathematicarum stadium, è un'introduzione alle discipline matematiche rivolta agli studenti. La terza appendice del libro, Echometria, è invece dedicata all'acustica. “Giuseppe Biancani can be considered as the founder of geometrical acoustics, a theory that – from the time of Athanasius Kircher until at least the end of the 18th century – was traditionally used to explain how speaking- and hearing-trumpets worked” (P. Barbieri, The Jesuit acousticians and the problem of wind instruments (c. 1580-1680), in: “Analecta Musicologica”, 38, 2007, p. 156).

Giuseppe Biancani entrò nella Compagnia di Gesù nel 1592. Inizialmente studiò matematica sotto Cristoforo Clavio al Collegio Romano di Roma. Tra il 1596 e il 1599 visse a Padova, dove completò i suoi studi e incontrò Galileo, essendo quest'ultimo stato nominato professore di matematica presso la locale Università nel 1592. Da Padova Biancani si trasferì al Collegio dei Gesuiti di Parma, dove insegnò matematica per il resto della sua vita, annoverando tra i suoi allievi, negli ultimi anni di insegnamento, anche Giovanni Battista Riccioli.

 

Riccardi, I, 127; Carli-Favaro, 83; Jesuit Science in the Age of Galileo, 5; Lalande, p. 179.


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