Il conte di Carmagnola tragedia di Alessandro Manzoni

Autore: MANZONI, Alessandro (1785-1873)

Tipografo: Vincenzo Ferrario.

Dati tipografici: Milano,   1820

Formato: in ottavo

In 8vo (mm. 230x150). Pp. [8], 142, [2 bianche]. Le carte preliminari contengono una bianca recante al verso una correzione stampata su una striscetta incollata, l'occhietto, il frontespizio e la dedica a Claudio Carlo Fauriel. Legatura posteriore in piena pelle, piatti entro duplice filettatura dorata, dorso a cinque nervi con fregi e titolo in oro, risguardi in carta marmorizzata, astuccio protettivo in cartone. Ottima copia, a fogli diseguali, impressa su carta pesante.

PRIMA EDIZIONE (primo stato della tiratura con il refuso “era il pensiero | che il valor” a p. 62/3, successivamente emendato in “del valor”) della prima tragedia del Manzoni, che, come l'Adelchi (1822), nonostante le lodi ricevute dal Goethe, non fu mai messa in scena. La stampa, iniziata da Giulio Ferrario, editore, stampatore e bibliotecario di Brera (il cui nome si legge sul frontespizio di qualche rarissimo esemplare), fu continuata dal fratello Vincenzo.

Cominciata nel gennaio del 1816, la tragedia fu completata nel 1819. La vicenda, tratta da Sismondi, narra del condottiero Grancesco Bussone detto il Carmagnola, che, assoldato dai Veneziani, sconfigge per loro il duca di Milano, ma, sospettato di tradire i loro interessi, viene imprigionato a tradimento e messo a morte. Per la tragedia il Manzoni teorizzò ed utilizzò il coro – luogo di espressione dei pensieri dell'autore – per esecrare le vecchie guerre fra Italiani. L'idea tragica rimane legata all'interpretazione della storia come affermazione della dignità dell'uomo (singolo e nazione) e della libertà.

Parenti, Rarità, pp. 173-177; Vismara, 275; Parenti, Prime edizioni italiane, p. 331.


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