Il conclave dell’anno 1774. Dramma per musica da recitarsi nel Teatro delle Dame nel carnevale del 1775. Dedicato alle medesime dame. Roma, per il Kracas all’insegna del Silenzio [i.e. Firenze, Giuseppe Molini], [1775]

Autore: CHIGI, Sigismondo (1736-1793)

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Formato: in ottavo

In 8vo (mm. 199x130). Pp. 69, [3 bianche]. Mezza pelle coeva, dorso a nervi con fregi in oro, tagli rossi. Sul contropiatto la data manoscritta “1790” e firma di appartenenza cancellata. Forellini tondi di tarlo nel margine di praticamente tutto il volume, segni di tarlo nel margine interno delle prime ed ultime carte, alcune macchie al frontespizio, lievi fioriture sparse.

A c. A2r si legge: “La poesia è del celebre sig. abate Pietro Metastasio in gran parte. La musica è del sig. Niccolò Piccini”. In realtà l'opera è di incerto autore, già attribuita a Gaetano Sertor (cfr. G. Melzi, Anonime e pseudonime, Milano, 1848, I, p. 237 e M. Parenti, Dizionario dei luoghi di stampa falsi, inventati o supposti, Firenze, 1951, p. 177), oggi riconosciuta opera di Sigismondo Chigi (cfr. D.B.I., XXIV, 1980, A. Fiori). Per Salvioli (Bibliografia universale del teatro drammatico italiano, Venezia, 1903, I, col. 828) si tratta di una contraffazione stampata a Firenze da Giuseppe Molini.

“In occasione di questo lungo conclave, dal quale uscì eletto Pio VI, il Chigi pubblicò alla macchia il dramma per musica Il Conclave dell'anno MDCCLXXIV (Roma 1774).L'operetta era scherzosamente attribuita al Metastasio, ma il celebre poeta romano prestava solo numerosi suoi versi per una satira violenta delle fazioni del conclave, guidate dai cardinali de Bernis e Albani. L'abile descrizione degli intrighi dei conclavisti, delle loro speranze e dei loro voltafaccia, alternata con quella dei loro momenti di riposo, nei quali alcuni ballano e si lamentano dover rimanere rinserrati privi dei piaceri della vita mondana, e il clamore suscitato dal fatto che l'operetta venne bruciata per mano del boia a piazza Colonna il 19 nov. 1774 spiegano la sua fortuna; infatti almeno una decina di edizioni apparvero tra il 1774 ed il 1799, oltre ad alcune contraffazioni e traduzioni. Solo chi avesse avuto conoscenza delle “segrete cose” del conclave avrebbe potuto scrivere certi particolari, ma il Sacro Collegio trovò un capro espiatorio nell'abate fiorentino Gaetano Sertor, che fu esiliato. A questo il dramma è stato generalmente attribuito anche in seguito, ma un documento pubblicato da S. Cappello dimostra che il vero autore è il Chigi” (D.B.I., s.v.).

Catalogo unico, IT\ICCU\FERE\000539.

(legato con:)

[SERTOR, Gaetano (1741-1805)]. Supplica diretta alla Sant. di N. Sig. Papa Pio VI. Dall'abate D. Gaetano Sertor, detenuto nel Convento de' PP. Francescani in Cori ad poenam, come presunto autore del dramma satirico. Colophon: Foligno, Pompeo Campana, [1775?].

In 4to. Pp. [4]. Capolettera xilografico.

Si tratta della supplica in versi diretta dall'abate Gaetano Sertor a papa Pio VI, nella quale il primo chiede di essere scagionato dall'accusa di essere l'autore della satira intitolata Il Conclave dell'anno MDCCLXXIV, per la quale era stato imprigionato.

Catalogo unico, IT\ICCU\RAVE\022458.


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