La Presa di Tebe componimento per musica nel felicissimo Giorno Natalizio della S. Real Cattolica M.tà di Carlo 3º Re delle Spagne l’anno 1708, Poesia del Sig. Silvio Stampiglia tra gli Arcadi Palemone Licurio poeta di S.M. Ces.a Musica del Sig. Ant.o Bononcini. Manoscritto su carta. [Vienna, ca. 1708]

Autore: STAMPIGLIA, Silvio (1664-1725)

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Formato: in quarto

In 4to (mm. 216x157). Un fascicolo unico di cc. 10 non numerate, di cui le ultime 3 bianche. Cucito ma senza legatura. Tracce di piegatura. Ottima conservazione.

Si tratta del testo di un componimento per musica a cinque voci scritto dallo Stampiglia durante i suoi anni presso la corte imperiale di Vienna e musicato da Marco Antonio Bononcini, maestro di cappella di Carlo d'Asburgo. La prima rappresentazione si svolse a Vienna, presso il teatro di corte, il 1° ottobre 1708 (cfr. Manferrari, I, p. 149).

Benché conosciuta e censita tra le opere dello Stampiglia, questa composizione è rimasta inedita. La presenza di alcune cancellature e correzioni può far pensare che si tratti di un esemplare autografo.

L'elenco dei personaggi è accompagnato dal nome dei cantanti. Alcuni di essi corrispondono ai nomi aggiunti a penna in un esemplare del Mario fuggitivo (cfr. Sartori, 14831) degli stessi Stampiglia e Bononcini, che era stato eseguito a Vienna nel carnevale del 1708. In entrambe i casi le indicazioni dei nomi dei cantanti sono piuttosto vaghe. L'unica identificazione certa riguarda Anna Maria Lisi Badia, impegnata come Giulia nel Mario e come Irene nella Presa. “Silvio” dovrebbe essere Silvio Garghetti, che interpreta Alceste nella Presa. Restanoinvece da identificare gli altri interpreti.

Attivo inizialmente a Roma, Stampiglia fu uno dei membri fondatori della celebre Accademia dell'Arcadia, nella quale prese il nome di Palemone Licurio.Dal 1696 al 1704 fu a Napoli al servizio della corte del viceré e contemporaneamente scrisse vari drammi per il Teatro San Bartolomeo. Nel 1704 si trasferì a Firenze presso la corte del granduca Ferdinando de' Medici, dove produsse vari lavori che furono rappresentati al Pratolino. Dal 1706 al 1718 fu poeta cesareo e storiografo alla corte imperiale di Vienna. Nel 1722 si trasferì definitivamente a Napoli, dove rimase per il resto della sua vita.

sembra che fosse attivo principalmente come adattatore e traduttore.


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