Lettera indirizzata a Francesco IV d'Austria-Este (1779-1846) firmata e datata Modena, 19 Aprile 1814, riguardante il futuro dei possessori di beni allodiali della Casa d'Este acquisiti durante il periodo di occupazione napoleonica. Manoscritto su carta in italiano

Autore: MUNARINI, Giacomo-MOLZA, Filippo-GUICCIARDI, Luigi

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Bifolio di mm. 305x210 vergato su tutte e quattro le facciate in elegante e chiara grafia. I tre firmatari, due conti e un marchese modenesi che fecero parte della Reggenza durante il periodo di occupazione francese del Ducato Estense (1796-1814), si rivolgono ossequiosamente al duca, che fece ritorno nei suoi territori nell'estate del 1814, per omaggiarlo, felicitarsi del suo imminente rientro e del ripristino dell'ordine, e, soprattutto, per supplicarlo da parte “de' numerosi Acquirenti dei Beni detti Nazionali, che con qualche trepidazione stanno attenendo i Sovrani Decreti sulla loro sorte” di “voler sospendere l'ordinato sequestro interinale, ed a fare a tal misura procedere segretamente tutte quelle indagini di diritto, e di fatto, che la Giustizia, e la Sapienza di V.A.R. ha già riconosciute indispensabili prima di pronunziare una definitiva inappellabile sentenza”. Lo informano inoltre dei lavori avviati sul bilancio di “Casa d'Este” dal 1795 al gennaio 1814, dello “Stato generale delle Alienazioni seguite de' Beni avvocati allo Stato” e del “Piano ragionato sui Ruoli dei Pensionisti Ecclesiastici e Civili”. Gli ricordano infine che, nell'attesa della risoluzione legale di queste questioni, il duca può liberamente gestire i “Beni della Corona, il cui Reddito ammonta a più di 100/m Lire annue Italiane”.

Si offre insieme un bifolio manoscritto di mm. 290x205, vergato su tutte e quattro le pagine da mano nitida ed elegante, diversa, tuttavia, da quella del bifolio precedente. Non sono indicati né il mittente né il destinatario. La lettera passa in rassegna, giudicandone pregi e difetti, diversi uomini che avevano fatto parte della Reggenza; tra questi figurano anche i tre firmatari della precedente lettera a Francesco IV. Si tratta in sostanza di una sorta di informativa segreta (l'autore raccomanda infatti assoluta discrezione) indirizzata a chi, pare, avrebbe avuto un ruolo nella scelta del prossimo gabinetto del duca, di cui ci si augura l'imminente ritorno. “Tutti qui bramano due cose principalmente, che venga ristabilito il Codice Estense, il miglior corpo di Leggi che si conosca in Italia, e un proclama del tanto desiderato Francesco IV”.


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