Otto lettere autografe firmate ed indirizzate al libraio di Parma Jacques Blanchon. Modena, 9 maggio 1793-21 agosto 1794

Autore: ARALDI, Antonio (1737-1815)

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BODONI, BLANCHARD E IL COMMERCIO DI LIBRI A PARMA A FINE '700

Fogli singoli di diverse dimensioni vergati solo al recto e recanti al verso l'indirizzo del destinatario e le tracce del timbro di ceralacca. Tracce di piegatura, lievi mancanze marginali, fioriture e bruniture, ma nel complesso ben conservate.

Si tratta di otto lettere spedite da Modena, tra il 9 maggio 1793 e il 21 agosto 1794, dal collezionista bibliofilo Antonio Araldi al libraio e stampatore francese Jacques Blanchon (1752-1830), la cui bottega di Parma era un importante centro culturale dell'epoca. Blanchon fu in rapporti commerciali con Bodoni, delle cui edizioni, oltre a farne commercio, possedeva anche un'importante collezione. È infatti proprio sul Bodoni che vertono principalmente le lettere dell'Araldi. Questi chiede all'amico libraio di tenerlo aggiornato sulle ultime novità e di spedirgli o fargli rilegare certe opere, non solo del Bodoni, per sé e per altri; in una circostanza chiede per esempio se sia disponibile un dizionario geografico aggiornato per le “Educande” della “Madre La Bruyère”. In un'altra lettera chiede invece, oltre all'invio di libri, anche quello di “calze nere di Bavella”. I rapporti tra i due sembrano molto cordiali anche sul piano finanziario; tutti gli acquisti risultano saldati in breve tempo e gli scambi di denaro e merce avvengono per lo più attraverso gli “Zii” del Blanchard. In chiusura di lettera non mancano frequenti riferimenti all'attualità, soprattutto francese, come quando si menziona Maria Antonietta, di cui si vocifera che sia morta di un colpo apoplettico dopo essere stata sottoposta ad un interrogatorio di quattro ore davanti all'Assemblea.

Grande è la stima che Araldi ha per Bodoni, anche se a volte si lamenta del fatto che questi non pubblichi per tempo le opere annunciante nel suo catalogo editoriale dell'anno prima: “Appena ricevuta l'ultima vostra de' 7 corrente mi pervenne il Kempis […] Non dubito che l'edizione non superi quella di Didot nonostante ch'io non l'abbia veduta per essere questa giunta a quel grado di perfezione, di cui è capace la tipografia. Fate le mie congratulazioni al Sig. Bodoni e ditegli che questa sacra edizione rende sacro parimenti il di Lui Nome” (lettera del 9 maggio 1793). Il Kempis, ossia il De imitatione Christi libri quatuor di Thomas a Kempis, che effettivamente Bodoni stampò in folio nel 1793, risulta pagato nella lettera dell'8 luglio 1793.

Antonio fu membro della nota famiglia modenese degli Araldi, che diede i natali ai matematici Giovanni Battista e Michele e al generale e patriota risorgimentale Antonio, solo per citare alcuni degli esponenti più celebri. Di lui, tuttavia, si sa poco o nulla; pare si arruolò nell'esercito ducale nel 1789 allo scoppio della Rivoluzione francese.


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