Pentacula Vel Sacra Sygnacula desumpta a Libro Sub tytulo = Clavicula Salomonis =. Manoscritto su carta, in italiano e latino. Italia, seconda metà del XVII secolo (dopo il 1662)

Autore GRIMOIRE-CLAVICULA SALOMONIS.
Tipografo
Dati tipografici
Prezzo € 3.400,00
Pentacula Vel Sacra Sygnacula desumpta a Libro Sub tytulo Clavicula Salomonis

In 4to (mm. 203x148). Carte 71 non numerate. Il manoscritto si compone di due fascicoli soltanto: I38 II36-3. Bianche le carte I32-38 e II35-36. Delle carte II21-23, presumibilmente bianche, rimane solo un pezzetto di margine interno (le brachette sono poi state cucite tutte tre insieme). Apparentemente completo. Con 52 pentacoli o talismani e tre tabelle, una delle quali contiene la Tavola dell'Ora Planetaria diurna e notturna di qualunque Giorno. Vergato da una sola mano, ben leggibile, in inchiostro marrone (una delle due tabelle è a matita). Filigrana di difficile lettura: si distinguono le lettere “GdF” poste sotto ad un triplice monte entro un cerchio sormontato da un trifoglio. Legatura novecentesca in mezza pergamena con titolo manoscritto al dorso. Prima carta leggermente macchiata, alcune carte un po' sciolte, nel complesso ottimamente conservato.

Interessante manoscritto di area italiana che raccoglie vari testi di magia ed occultismo, tra cui la Clavicula Salomonis o Lemegeton, uno dei più celebri e diffusi libri di magia nera e demonologia del Seicento, che ebbe circolazione principalmente manoscritta.

Il presente manoscritto si compone di tre parti. La prima contiene appunto 47 pentacoli magici e relative spiegazioni in italiano dalla Clavicula Salomonis, e si conclude con la Tavola dell'Ora Planetaria. La seconda si apre con il titolo Ex Secretis per Jo. Jacobum Weckerum Basiliensem collectis secundum eius Opus scul: Basileae per Joh. Rodolphum Genath Ann. 1662.e contiene passi tratti dall'opera di J.J. Wecker De secretis libri XVII. Ex variis authoribus collecti, methodicèque digesti, & aucti per Joan. Jacobus Weckerum, Basiliensem, medicum Colmariensem (Basel, Johann Rudolf Genath, 1662). Anche la terza parte si apre con titolo proprio: It Henrici Cornelii Agrippæ ab Nettesheym Juris utriusque et Medicinæ doctor[is] Lugduni Per Beringos Fratres, con riferimento alle opere occultistiche di Cornelio Agrippa pubblicate da Godefroy e Marcellin Beringen a Lione alla metà del Cinquecento.

Dalla raccolta antologia del Wecker il compilatore del presente manoscritto ha desunto testi di Cardano, Della Porta, Alberto Magno, Rhazis, Antoine Mizauld, Nostradamus, Cornelio Agrippa, Alessio Piemontese e altri su temi quali: De astris, Fortuna cuiusque anni quomodo conjectari liceat, Quomodo interdiu astra contueri liceat, Ut homines in igna non comburantur, Ut in somno omnia revelentur, Ad dissolvendum maleficium, Ad augendam memoriam, Ad interna vulnera, Ad calculum, Ad ulcera maligna, Ad Venerem excitandam, solo per fornire alcuni titoli.

L'ultima parte contiene, tra le altre cose, un elenco di Nomina quibus nuncupatur Deus e una tabella con i Giorni buoni, e al contrario pericolosi per salassare in ciascun Mese dell'Anno.

A partire dal I secolo Giuseppe Flavio istituzionalizzò una già secolare tradizione che vedeva in Salomone una delle massime autorità nella padronanza delle tecniche magico-esorcistiche di controllo dei demoni. Nel Medioevo questa tradizione si consolidò ulteriormente e presero a circolare vari libri di magia attribuiti a Salomone, sovente condannati dalle autorità ecclesiastiche. A partire dal XIII secolo il corpus pseudosalomonico andò maggiormente definendosi, anche grazie all'opera di filosofi naturalisti come Alberto Magno e Ceccho d'Ascoli.

Tra i numerosi testi che componevano questo corpus, nel Cinquecento, fece la sua apparizione anche la Clavicula, citata da Johannes Trithemius in un'elenco di titoli magici. I primi anni del Cinquecento furono anche contrassegnati da un febbrile attività di copiatura e rielaborazione dei materiali magico-demoniaci pseudosalomonici, i quali assunsero la forma di veri e propri manuali pratici di magia e libri di segreti, i cui scopi principali erano estremamente pratici, quali trovare un tesoro, far innamorare o morire qualcuno, assoggettare i demoni, ecc.

“Nel groviglio della produzione pseudosalomonica un'opera si era andata distinguendo in modo del tutto particolare per l'ampiezza della diffusione e la capacità di suscitare speranze e timori. A partire dal tardo Medioevo e poi sempre più nel corso dell'età moderna e po' in tutta Europa un numero crescente di persone aveva infatti avuto modo di conoscere, per frequentazione diretta o solo per fama, un libro dal titolo Clavicula Salomonis nelle sue diverse redazioni linguistiche. Chi era interessato al mondo della magia lo utilizzava e lo ricercava assiduamente, parendo spesso punto di riferimento imprescindibile. […] Per gli Inquisitori la Clavicula era una presenza abituale [l'opera fu messa all'Indice già dal 1554], ne sentivano parlare da testimoni e imputati nel corso dei processi, la scovavano spesso durante le perquisizioni, ne constatavano abitualmente l'utilizzo da parte di confratelli […] Nell'età moderna […] la fama del testo era diffusa in tutta Europa, e libri con quel titolo erano spuntati un po' ovunque. Più di un centinaio di manoscritti sono tuttora conservati nelle biblioteche europee, ma è indubbio che molti altri restino da catalogare. Le redazioni nelle lingue nazionali coprirono omogeneamente il territorio: versioni latine, italiane, spagnole, tedesche, francesi e inglesi si diffusero ampiamente, senza contare le molte versioni ibride […]” (F. Barbierato, Nella stanza dei circoli. Clavicula Salomonis e libri di magia a Venezia nei secoli XVII e XVIII, Milano, 2002, pp. 34-36).

Strettamente collegata alla tradizione ermetica ed ebraica, ma frutto di una stratificazione di testi ed influenze culturali diverse, l'opera (o per meglio dire l'insieme di opere) non ebbe mai una conformazione ben delineata. Sotto il nome di Clavicula Salomonis, a partire dal Seicento, si giunsero ad indicare serie eterogenee di testi diversi che condividevano solamente lo stesso titolo. Tra questi, sempre nel Seicento, fece la sua apparizione un testo che complica ulteriormente la già complicata vicenda storica della Clavicula Salomonis, ossia il cosiddetto Lemegeton, anche conosciuto come “Piccola Chiave di Salomone”, che ebbe grande fortuna e arrivò pian piano a soppiantare tutte le versioni precedenti. In sostanza la Clavicula non cessò mai di mutare, finendo piú per definire un genere che un singolo libro.

“Aldilà delle differenti tradizioni e strutture, tanto la Clavicula quanto il Lemegeton non volevano essere raffinati trattati teorici […]: era soprattutto l'attenzione riservata alla traduzione pratica delle conoscenze a distinguere questo settore della produzione pseudosalomonica, l'interesse – spesso variabile da copia a copia – del tutto concreto nei confronti dei risultati ottenibili. Le prescrizioni che vi si potevano trovare erano per lo più pensate per diventare subito esperimenti e rituali, ed in entrambi giocavano un ruolo fondamentale le immagini, i sigilli, i caratteri degli spiriti. L'apparato iconografico forniva in primo luogo modelli da copiare, di cui servirsi nel corso del rituale […] Di qualunque cosa si trattasse, fosse Lemegeton, Clavicula o altro, è comunque sicuro che fra ‘500 e ‘700 furono in molti a cercare, spesso riuscendoci, di procurarsi un libro chiamato Clavicula Salomonis” (Barbierato, op. cit., pp. 64 e 78).

La tradizione a stampa della Clavicula comincia ad affermarsi nel corso del Seicento, ma raggiunge piena maturità solo nel Settecento, senza tuttavia mai portare ad un testo definitivo e fissato una volta per tutte.

“I libri di magia, in primo luogo, si adoperavano […] Il possesso di un libro di magia e la capacità riconosciuta di ‘essercitarlo' garantivano inoltre al proprietario una sorta di posizione privilegiata, quasi di potere non formalmente istituzionalizzato all'interno delle proprie reti di relazione, contribuendo talvolta ad incrementarle […] Così, proprio perché le attività legate al possesso di questi scritti erano molteplici e variamente complesse, lettori, cultori, utenti e specialisti tendevano ad essere presenti in modo uniforme all'interno del tessuto sociale cittadino. Si trovavano a condividere un repertorio di conoscenze e di tecniche verticali, che attraversava le stratificazioni di ceto, un sapere il cui riscontro stava nella propria efficacia simbolica […]

“La maggior parte della letteratura magica si presentò, circolò e fu utilizzata sotto forma manoscritta. In tal modo i processi di produzione e di distribuzione si rivelavano più agili, veloci e meno controllati rispetto a quanto avrebbe comportato il passaggio in tipografia. Si dava così origine ad una diffusione essenzialmente privata, che non richiedeva grossi investimenti né necessariamente l'intervento da parte di specialisti professionali e che, stante la propria natura domestica, dava maggiori garanzie di clandestinità. L'editoria a mano appariva insomma il mezzo ideale per sfuggire ai rigori censori e di fatto almeno fino al tardo ‘700 avrebbe costituito un'importante alternativa alla stampa […] Ciò che in fondo caratterizzava la circolazione manoscritta era la completa autogestione che consentiva. Chiunque, ad un certo momento, poteva essere autore delle copie di cui aveva bisogno. Bastava saper scrivere, metterci un po' di pazienza e ciascuno, in tal modo, era in grado di diventare duplicatore e diffusore di un testo, alimentando contemporaneamente il mercato” (Barbierato, op. cit., pp. 85, 89, 237 e 243-244).

La personalizzazione dei manoscritti si riflette nella scelta dei testi che più interessano al suo autore e anche nel numero di pentacoli copiati, che è estremamente variabile, da 3 fino a 105 nei manoscritti censiti. Anche l'aggiunta di testi accessori, tratti solitamente dalle opere dei grandi nomi nel campo quali Alberto Magno, Cecco d'Ascoli, Girolamo Cardano, Cornelio Agrippa, ecc., era assolutamente personale e poteva, com'è il caso del presente manoscritto, trasformare il volume in una sorta di “book of secrets” con ricette per la cura del corpo, la salute, la sessualità, ecc.

  • Pentacula Vel Sacra Sygnacula desumpta a Libro Sub tytulo Clavicula Salomonis
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