Wie Gertrud ihre Kinder lehrt, ein Versuch den Müttern Anleitung zu geben, ihre Kinder selbst zu unterrichten, in Briefen von Heinrich Pestalozzi

Autore: PESTALOZZI, Johann Heinrich (1746-1827)

Tipografo: Heinrich Gesner

Dati tipografici: Bern und Zürich, 1801


PMM 258

In 8vo (mm. 180x105). Antiporta con il ritratto dell'autore inciso in rame da H. Lips su disegno di M. Diogg, pp. [2], 390. Legatura coeva in mezza pelle con punte, dorso con fregi e titolo in oro su tassello, tagli picchiettati (minime mancanze agl'angoli inferiori). Leggere fioriture e bruniture sparse, un fascicolo in fine più fortemente brunito, ma bellissima copia marginosa ed estremamente genuina.

PRIMA EDIZIONE. Pestalozzi studiò a Zurigo sotto Breitinger e Bodmer. Partecipò con Füssli e Lavater al gruppo dei patrioti che si raccoglieva intorno Bodmer, «ispirandosi alle idee del Rousseau e all'ideale d'un moralismo stoico e ribelle e d'un patriottismo democratico». Sciolto il gruppo per motivi politici, troncò gli studi e si dedicò all'agricoltura, comprando un fondo presso Brugg. Le nuove esperienze di vita rivelarono al Pestalozzi che «ogni riforma sociale-economica presupponeva, per essere efficace, un'educazione del popolo destinata a dargli dignità morale e a renderlo atto ad un lavoro intelligente e proficuo».

Nel 1800 fondò a Burgdorf un istituto per bambini orfani e abbandonati, che fu il centro delle esperienze pedagogiche, da cui nacquero le quattordici lettere al suo editore Heinrich Gesner che costituiscono la presente opera. In esse egli pone il problema del metodo pedagogico, «di come sia possibile realizzare un'educazione intesa come libero e armonico sviluppo delle energie spirituali in rapporto ai compiti concreti della vita». La soluzione sta in un'educazione spirituale e elementare, che si deve basare sulle tre forze principali dell'uomo: la forza del cuore, principio della moralità e della religione, che parte dall'amore materno per poi allargarsi attraverso l'opera del maestro fino ad abbracciare tutta l'umanità e Dio; la forza dell'intelletto, che parte dallo sviluppo dell'intuizione del bambino ed è la base del sapere; la forza dell'arte, che è principio della tecnica e del lavoro.

«Praticamente spetta al Pestalozzi, oltre al merito generale di aver radicalmente approfondito la coscienza pedagogica, quello d'aver posto in rilievo il valore spiritualmente umano e nazionale dell'educazione, specie rispetto ai ceti più poveri, d'aver innovato, contro la tradizione metodica irriflessa, il problema di una prassi educativa, sia pure attraverso soluzioni parziali, d'aver offerto lo schema per l'organizzazione dell'istruzione popolare elementare e dell'educazione professionale. D'altra parte gli istituti pestalozziani servirono di modello a filantropi e governi di tutta Europa e prepararono tutta una generazione di maestri, mentre alle idee del Pestalozzi s'ispiravano i grandi pedagogisti del secolo: il Herbart e il Fröbel» (Enciclopeda Treccani, s.v.).

Printing and the mind of man, 258; Borst, 905; Israel, I, 24; Brieger, 1879; Neufforge, 414.


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