Del tempio alla divina signora donna Giovanna d’Aragona, fabricato da tutti i più gentili spiriti et in tutte le lingue principali del mondo. Prima parte [all published]

Autore RUSCELLI, Girolamo ed. (ca. 1515-1566).
Tipografo Plinio Pietrasanta
Dati tipografici Venice, 
Prezzo 3.500,00
Del tempio alla divina signora donna Giovanna d'Aragona

Tre parti in un volume in 8vo (mm. 151x102); pergamena rigida di poco posteriore, dorso a nervi con titolo manoscritto (mancano i legacci, piccoli segni di tarlo); pp. (24), 1-388 [i.e. 404], 1-128, (4), 145-159, (37). Ripetute nella numerazione le pp. 361-368. Segnatura: [fiore]-[3 fiore]8 A-Z8 2Z8 AA8 BB2 a-h8 i2 l-n8 o2. Bianche le cc. [2 fiore]8, [3 fiore]8 e o2. Armi di Cristoforo Madruzzo in legno sul titolo. Bei capilettera figurati all'inizio di ogni componimento. Nota manoscritta di correzione alla c. f6r. Firma di appartenenza, datata 1739, di Jacopo Soranzo, la cui celebre biblioteca fu venduta a Padova nel 1780. Segni di tarlo nel margine interno ed esterno delle prime carte senza danno al testo, foro di tarlo sul margine esterno bianco per circa metà volume, qualche fascicolo un po' brunito, ma nel complesso ottima copia genuina e marginosa.

RARA PRIMA EDIZIONE (tiratura recante le armi di Cristoforo Madruzzo sul titolo e la data 1555; vi sono copie che mostrano la marca di Plinio Pietrasanta e la data 1554; una seconda edizione apparve nel 1565) di questa straordinaria antologia poetica plurilingue in lode di Giovanna d'Aragona Colonna, cognata della celebre Vittoria Colonna e sorella di Maria d'Aragona, Marchesa del Vasto, cui il Ruscelli aveva dedicato in precedenza la raccolta intitolata Lettura sopra un sonetto dell'Illustriss. Signor Marchese della Terza (Venezia, 1552).

Girolamo Ruscelli, viterbese di umili origini, fu uno dei più importanti editori e revisori editoriali del Cinquecento. Cominciò la sua attività a Roma, dove fondò l'Accademia dello Sdegno, quindi nel 1549 si trasferì a Venezia, dove lavorò per Sessa e Valgrisi. Il manoscritto della Lettura fu utilizzato dal Ruscelli come biglietto di presentazione per inserirsi nell'agguerrito mondo editoriale veneziano e, nello stesso tempo, per procacciarsi amicizie e protezioni altolocate. Una nota Ai lettori in quell'opera avverte dell'intenzione dell'autore e dell'editore di pubblicare insieme alla Lettura anche un'altra iniziativa editoriale del Ruscelli, Del Tempio alla signora Donna Giovanna d'Aragona, intorno a cui il Ruscelli cercò di convogliare le attenzioni di tutti i maggiori intellettuali veneziani del tempo, ma che vide la luce solo tre anni più tardi (cfr. C. Di Filippo Bareggi, Il mestiere di scrivere: lavoro intellettuale e mercato librario a Venezia nel Cinquecento, Roma, 1988, pp. 78-80).

Dopo la lunga dedica del Ruscelli al cardinale di Trento, Cristoforo Madruzzo, una nota avverte come nel 1551 presso l'Accademia dei Dubbiosi si fosse dibattuto se dedicare il Tempio alla sola Giovanna o ad entrambe le sorelle. I membri avevano al fine deciso che l'opera era da dedicarsi alla sola Giovanna, in quanto Maria aveva già ricevuto in dono gli elogi poetici della Lettura (cfr. M. Maylender, Storia delle Accademie d'Italia, Bologna, 1926-1930, p. 225).

Nell'interessante nota ai lettori, il Ruscelli riporta poi alcune importanti informazioni sulle scelte antologiche da lui operate. La raccolta è costituita da componimenti di tutti i maggiori letterati e nobiluomini del tempo, che hanno spedito le loro poesie al Ruscelli con tempi e modalità differenti. L'ordine dei componimenti è quindi del tutto casuale e rispecchia semplicemente il loro ordine d'arrivo. Data l'enorme mole di materiale, Ruscelli si scusa per eventuali omissioni e/o false attribuzioni e pone nella pubblicazione del secondo volume (da lui dato per imminente, ma mai apparso) la possibilità di correggere gli eventuali errori e di dare alle stampe l'altra cospicua quantità di componimenti che egli aveva deciso di lasciar fuori da questo primo volume non per ragioni estetiche, ma semplicemente per non appesantirlo troppo. Nella raccolta infatti egli specifica che il materiale non è stato selezionato, ma accettato in toto in quanto contributo reso a Giovanna d'Aragona. Pur ammettendo che alcune liriche non sono allo stesso livello di altre, Ruscelli le ritiene comunque parte integrante del tempio eretto in lode di quest'ultima.

Gli autori e le autrici antologizzati sono in totale 294, di cui 207 in italiano, 69 in latino, 11 in greco e 7 in spagnolo. Tra questi, solo per citarne alcuni, ricordiamo: Alessandro Leonardi, Alessandro Piccolomini, Alberto Lollio, Andrea Muzio, Annibal Caro, Anna Golfarina, Anton Giacomo Corso, Antonio Terminio, Bartolomeo Arnigio, Benedetto Varchi, Bernardo Tasso, Bernardino Partenio, Bernardino Rota, Bernardino Tomitano, Carlo Fiamma, Coletta Pasquale, Costanzo Landi, Curzio Gonzaga, Domenicio Venier, Ercole Bentivoglio, Fausta Tacita, Ferrante Carafa, Francesco Nevizzano, Francesco Robortello, Gaspara Stampa, Gaspare Erizzo, Giacomo Marmitta, Ginez de Canizares, Giovanni Battista Grimaldi Riccio, Giovanni Battista Palatino, Giovanni Battista Pigna, Giovanni Battista Giraldi Cinzio, Giovanni della Casa, Giovanni Francesco Arrivabene, Giovanni Andrea dell'Anguillara, Giovanfrancesco Peranda, Girolamo Fracastoro, Girolamo Muzio, Girolamo Zoppio, Girolamo Ruscelli, Girolamo Parabosco, Giuliano Goselini, Iacopo Lelio Cenci, Isabella Pepoli de' Riarii, Laura Terracina, Lelio Carani, Ludovico Domenichi, Ludovico Madruzzo, Luigi Tansillo, Luigi Contarini, Luca Contile, Natale Conti, Odoardo Gomez, Orazio Toscanella, Panfilo Monte, Pietro Aretino, Rinaldo Corso, Sebastiano Erizzo, Simone della Barba, Scipione Ammirato, Vincenzo Brusantini.

Dopo la morte di Vittoria Colonna nel 1547, insieme alla quale avevano animato i circoli letterari napoletani nei primi anni quaranta del Cinquecento, contribuendo a diffondere le idee riformistiche di Juan de Valdés e di Bernardino Ochino, Giovanna e Maria d'Aragona divennero le due patrone più prominenti e ricercate del mondo letterario italiano dell'epoca. Con l'elezione al soglio pontificio di Paolo IV Carafa, acerrimo nemico dei Colonna, con cui fu in guerra per vari anni, e promotore del primo Index che includesse anche opere poetiche di carattere non dottrinale, Giovanna d'Aragona Colonna fu messa agli arresti domiciliari. Nel dicembre del 1555 riuscì tuttavia a fuggire travestita da contadina, insieme ai suoi sei figli. La notizia della sua fuga fece scalpore nella penisola, tanto più che ella aveva lasciato il marito e conduceva una vita estremamante indipendente per una donna dell'epoca (cfr. D. Chiomenti Vassalli, Giovanna d'Aragona fra baroni, principi e sovrani del Rinascimento, Milano, 1987, pp. 148-149). Fu in questo contesto che il Ruscelli e, due anni dopo, anche il Betussi (Immagini del tempio della Signora Giovanna d'Aragona) pubblicarono le loro opere, una sorta di «preemptive strike in the broader forum of Italian public opinion against a pope from whom neither they nor their patrons could expect anything but aggression» (D. Robin, Publishing Women. Salons, the Presses, and the Counter-Reformation in Sixteenth-Century Italy, Chicago-London, 2007, p. 102-108).

I Tre discorsi (1553) segnarono l'inizio della collaborazione del Ruscelli con l'esordiente Plinio Pietrasanta, che era in realtà un semplice prestanome dietro il quale il Ruscelli pubblicò diverse opere fino al 1555, quando fu chiamato insieme al Pietrasanta a presentarsi in tribunale per aver stampato senza licenza un componimento osceno. Tale circostanza segnò la fine di questa collaborazione editoriale che vide coinvolto anche il bolognese Girolamo Giglio (cfr. P. Trovato, Con ogni diligenza corretto. La stampa e le revisioni editoriali dei testi letterari italiani (1470-1570), Bologna, 1991, pp. 244-252).

Edit 16, CNCE34714. BMSTCItalian, p. 592. A. Erdmann, My gracious silence, Luzern, 1999, p. 190.

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