Fortunii Liceti Genuensis in Bononiensi Archigymnasio Philosophi Eminentis, De lucidis in sublimi ingenuarum exercitationum liber: in quo disseritur de radiis solis directis nullam attritionem, nullamque caliditatem in aere producentibus, ad reflexorum refractorumque discrimen: De duplici galaxia, caelesti, & elementari: De cometis in caelo, & in ignis elemento genitis, tum per condensationem aetheris utriusque sine gravitatis acquisitione; tum etiam per astrorum concursum, antiquioribus ignotum; De cometarum eclipsi; De cauda lucente solum in vmbra cometici capitis; & De nubium triplici differentia specifica, densiorumque levitate summa cum puritate coniuncta

Autore LICETI, Fortunio (1577-1657).
Tipografo Giulio Crivellari
Dati tipografici Padova, 
Prezzo 8.500,00
De lucidis in sublimi ingenuarum exercitationum liber

In 4to (mm. 195x141). Pp. [8], 120. Segnatura: †4 A-P4. Emblema xilografico dell'autore al frontespizio: Mercurio che insegue Pan, col motto “Fortasse Licebit”. Capolettera xilografico. Legatura di recente esecuzione in cartonato antico con tre nervi passanti, taglio marmorizzato antico ormai sbiadito (piccole macchie ai piatti e lievi abrasioni al dorso). Le carte M2 ed M3 parzialmente staccate. Carta lievemente uniformemente brunita, lievi e sporadiche fioriture sula margine di alcune pagine. Ottima copia.

Prima edizione di questo trattato di astronomia, scritto in forma di dialogo fra l'autore e l'anti-copernicano Libert Froidmont (11587-1658), che contiene interessanti osservazioni astronomiche e tratta inoltre di ottica, comete e galassie. L'opera comprende 183 sezioni e fu scritta in risposta alla Lettera al Principe Leopoldo di Toscana, detta anche sul candor lunare, scritta da Galileo nel 1640, di cui sono riportati ampi stralci.

Nella sua opera Litheosphorus (Udine, 1640) Liceti aveva attaccato Galileo, contestando le spiegazioni contenute nel Sidereus Nuncius e nel Dialogo circa la luce secondaria della Luna. In risposta Galileo scrisse diverse lettere, tra cui una inviata al principe Leopoldo, che aveva espressamente richiesto di conoscere l'opinione di Galileo a riguardo. La lettera a Leopoldo ebbe circolazione manoscritta e fu più volte rivista ed aumentata fino a diventare un vero e proprio saggio di cinquanta pagine a stampa. Liceti ne ricevette una copia nel febbraio del 1641, replicando immediatamente con la presente opera.

Il presente trattato prende inoltre in esame altre aspetti dibattuti nel Sidereus, tra cui le macchie solari; discute le teorie di Keplero, Brahe, Snell e altri; ed infine tratta delle galassie e del tema della pluralità dei mondi.

L'opera si apre con una dedica dell'editore Crivellari ad Henricus Donnehall and contiene a c. †4r-v un elenco di 44 opere pubblicate dal Liceti fra il 1602 e il 1640.

Fortunio Liceti, professore di filosofia e medicina a Bologna, fu uno degli scienziati italiani più prolifici del XVII secolo. Fu avversario ma anche amico rispettato di Galileo, con il quale ebbe un intenso scambio epistolare. Di formazione eminentemente aristotelica, Liceti scrisse con competenza di medicina, astronomia, scienze naturali, archeologia e letteratura.

Carli-Favaro, 185; Piantanida, 2199; Riccardi, I, 39; S. Drake, Galileo at work, Chicago, 1978, pp. 410-412; A.C. Crombie, Science, Optics, and Music in Medieval and Early Modern Thought, London, 1990, pp. 337-338.

  • De lucidis in sublimi ingenuarum exercitationum liber
  • De lucidis in sublimi ingenuarum exercitationum liber
  • De lucidis in sublimi ingenuarum exercitationum liber
  • De lucidis in sublimi ingenuarum exercitationum liber
  • De lucidis in sublimi ingenuarum exercitationum liber
  • De lucidis in sublimi ingenuarum exercitationum liber